Nureyev, The White Crow

NUREYEV . The White Crow

Regia: Ralph Fiennes, Interpreti:  Oleg IvenkoAdèle ExarchopoulosChulpan KhamatovaRalph FiennesAleksey Morozov. Tratto dalla biografia scritta da Julie Kavanagh , Nureyev: The Life.. *visto in edizione originale russo/inglese, con sottotitoli in italiano,

Nureyev – The White Crow è l’omaggio a quello che è considerato il più grande ballerino di tutti i tempi: Rudof Nureyev. Al suo talento ma soprattutto al suo temperamento, al coraggio che ebbe nel perseguire con determinazione ciò che si era prefisso, arrivando non solo al successo come danzatore ma cambiando la storia del balletto. Portando il maschile nella danza all’altezza del femminile, nel senso che prima di lui gli uomini portavano sulla scena personaggi e figure limitate. Le stelle erano le ballerine, le donne.
Non sono un esperto di danza e anzi devo dire che il balletto non riesce a catturare le mie emozioni, è una forma d’arte che non mi appartiene. Ma vedere questo film, la storia del Corvo Bianco, è stata un’esperienza interessante e sono grato a chi mi ha spinto alla visione. Diretto da Ralph Fiennes (e tra i produttori c’è un altro celebre attore, il nord irlandese Liam Neeson) che si ritaglia anche il ruolo del suo insegnante alla Kirov, Alexander Pushkin, recitando in russo, il film racconta Nureyev fino alla sua “diserzione” parigina. Con un continuo e sapiente montaggio alternato, racconta Rudolf bambino e Rudolf ballerino. Il suo spirito insofferente ad ogni regola, con un ego smisurato che lo rendeva nella realtà particolarmente ruvido nei contatti con gli altri ballerini.
Nureyev non era solo un aspirante ballerino, un talento con una tecnica inizialmente non impeccabile ma con tanta anima, quella che gli avrebbe consentito di riscrivere la storia della danza. Ciò che “raccontava” in palcoscenico e come lo raccontava, lo fecero amare dal pubblico. Siamo all’alba degli anni ’60, in piena guerra fredda, quando la sua condotta  (“libera” e fuori dagli schemi rigidi della ditattura sovietica che tutto e tutti controllava) durante i viaggi all’estero della Kirov, richiama ben presto l’attenzione del KGB. Rudy ha sete di conoscenza, è appassionato d’arte, insofferente alla politica e alle coercizioni. Il film non indugia troppo sui suoi gusti sessuali, privilegiando il carattere a tutto tondo, le sue motivazioni, l’essenza della sua personalità.

Ma è comunque inevitabile che chi ignora come si viveva nell’Unione Sovietica in quegli anni, potrà farsene un’idea. Il contatto con l’Occidente era bandito, guai a farsi contagiare dal capitalismo. “A lui non interessa la politica, vuole solo danzare” spiega il suo insegnante Pushkin al KGB che lo condannò come traditore della patria.

Oleg Ivenko interpreta Nureyev con notevole qualità, una prova d’attore e di danzatore eccellente. I costumi, le ricostruzioni degli interni, le location naturali di Parigi e Leningrado, arricchiscono il film, così come l’abbondante uso della lingua russa (il film ha doppi sottotitoli, inglese e italiano). Un gioiellino insomma, destinato a soddisfare non soltanto il gusto di chi è accorso al cinema attirato dalla danza,

Trailer originale
https://www.youtube.com/watch?v=BklqjGWxNMs

Il trailer in italiano
https://www.youtube.com/watch?v=JGHYisCo-UA
Ralph Fiennes racconta

https://www.turismo.it/oltreconfine/articolo/art/ralph-fiennes-racconta-nureyev-nel-suo-the-white-crow-id-20433/

La scheda di Rudolf Nureyev
https://it.wikipedia.org/wiki/Rudol%27f_Nureev

https://biografieonline.it/biografia-rudolf-nureyev

Video
https://www.youtube.com/watch?v=h-TPh_sX-N4
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