Oscar 2018 I quattro vincitori delle categoria principali

Oscar 2018, i vincitori. La forma dell’acqua è stato l’asso pigliatutto dell’ultima stagione cinematografica, dal Leone d’oro alla Mostra di Venezia agli Oscar, passando per i Golden Globe e per altri premi di varie associazioni (non ultima la Women Film Critics Assoiciation), che hanno registrato il poker del film di Guillermo Del Toro. Miglior film, miglior regia, scenografia e colonna sonora. La favola, il sogno di Del Toro, ha conquistato tutti, ovunque. In un’epoca oscura e oscurantista intrisa di intolleranza per il diverso, per gli ultimi, la storia della donna delle pulizie muta e della creatura rapita alla giungla amazzonica, ha toccato il cuore degli spettatori di ogni livello culturale.
Parlando de L’ora più buia avevo iniziato confessando che mi sarei stupito molto se Gary Oldman non avesse vinto l’Oscar per la sua interpretazione di Churchill. Non c’è stato stupore, Oldman ha trionfato. Mi ha invece stupito l’Oscar per la sceneggiatura non originale assegnato a James Ivory per Call me by your name, Chiamami col tuo nome. Ma probabilmente, ne ebbi il sospetto vedendo il film, le perplessità erano legate alla traduzione, avendo purtroppo dovuto vedere il film in edizione doppiata. A parte lo splendido discorso finale del papà al figlio, che ha dato un senso a tutto il film, la sceneggiatura si era snodata denunciando pecche.
Unanimemente previsto il premio a Frances McDormand per Tre manifesti a Ebbing,Missouri che ha portato la statuetta anche a Sam Rockwell attore non protagonista. Miglior attrice non protagonista Allison Janney per Tonya.
Coco premiato tra i film di animazione, il corto di Kobe Bryant, il fuoriclasse della Nba cestistica cresciuto in Italia, si è imposto con la sua lettera d’amore al basket ed è stato emozionante sentirlo ringraziare in italiano la moglie (“Gianna ti amo con tutto il cuore”). Dear Basketball, scritto da Kobe Bryant e diretto da Glen Keane,  è basato sulla lettera scritta da Kobe e pubblicata su The Players Tribune nel novembre 2015 con cui Bryant annunciava la fine della sua avventura sul parquet. Il piccolo Kobe visse in Italia tra il 1984 e il 1991, seguendo il padre Joe, cestista, a Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Un’esperienza che è rimasta nel cuore del fuoriclasse dei Lakers, che con l’Italia ha conservato un legame affettivo.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=7&v=vA3Pqne28PE

Oscar 2018: tutti i vincitori


http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2018/03/04/la-notte-degli-oscar.-la-forma-dellacqua-e-tre-manifesti-i-favoriti-_49b59742-2b1b-428c-8053-cf7ce582284e.html

https://www.ilpost.it/2018/03/05/oscar-2018-vincitori/