Dov’è il mio corpo? | Recensione

Dov’è il mio corpo?, film d’animazione di Jeremy Clapin, è un gioiello che va scoperto o riscoperto. La storia deriva dal romanzo Happy hand, la mano felice, di Guillaume Laurant, scrittore e sceneggiatore che collaborò al celebratissimo Il favoloso mondo di Amelie e che ha partecipato con il regista Jeremy Clapin alla confezione di Dov’è il mio corpo?
Una mano mozzata si risveglia in ospedale e fugge andando alla ricerca del corpo dal quale è stata separata. La storia va a spasso nel tempo con leggiadria e leggerezza, procedendo su diversi piani narrativi alternati (addirittura tre) che aiutano a comprendere e seguire la storia tra passato remoto, passato prossimo e presente.
Drammatica, dolce, romantica sul filo dei ricordi che avvolge il tutto con una malinconia sottolineata dalle musiche di Dan Levy, che uniscono elettronica e strumenti tradizionali accompagnando in modo mirabile il racconto (su you tube potete ascoltare l’intera colonna sonora).

Sul filo dei ricordi…

Il protagonista è Noufel, bambino francese di origine magrebina che sogna di diventare pianista e astronauta ma che crescendo si ritroverà a consegnare pizze a domicilio, con i suoi sogni stroncati dalla morte dei genitori causata da… Beh non mancano i sensi di colpa. Una vita in salita, finché non s’imbatte nella voce di Gabrielle al citofono, per una consegna ritardata e poi mancata della Pizza Veloce.
Si può aggirare il destino? Come si chiede Noufel in un dialogo filosofico con Gabrielle? Lo spettatore sa la risposta perché ha collegato la mano che vaga alla ricerca del suo corpo al lavoro intrapreso dal ragazzo, presso lo zio della ragazza, falegname. E succede che una minuscola mosca possa influire oltre l’immaginabile.
Un cartone animato che sa generare un’atmosfera quasi magica e struggente, nella sua drammaticità. Sogni infranti, abbracci spezzati e mancati. E nel quale il ricordo ha un valore fondamentale, come il registratore a cassette che permette a Noufel di riascoltare anche la voce dei suoi genitori, registrata quando era bambino. Ricordi che consentono anche alla mano mozzata di vagare con una meta precisa, il corpo da cui fu traumaticamente separata, tra le infernali insidie della metropoli, in maniera divertente e originale.
Dov’è il mio corpo? è stato presentato l’anno scorso al Festival di Cannes, è stato candidato all’Oscar e premiato in vari Festival. Giustamente, perché è un gioiello senza tempo che riscopre il valore delle cose perdute, umane e non. Gli affetti, un registratore a cassette, il mestiere del falegname che crea dal legno con le sue mani…

Dov’è il mio corpo? La scheda

DOV’E’ IL MIO CORPO? – Francia, 2019. Titolo originale: J’ai perdu mon corps/I Lost My Body. Regia: Jérémy Clapin. Voci: Hakim Faris, Victoire Du Bois, Netflix. Durata: 81′.

Dov’è il mio corpo, trailer originale


Leandro De Sanctis

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