Mi chiamo Gaetano

Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Morini (e poi Brio), Scirea… La storica difesa juventina, dal numero 1 al numero 6, la maglia bianconera di Gaetano Scirea. Sono trascorsi trent’anni da quella maledetta giornata in cui il libero campione del mondo in azzurro nel 1982, perse la vita in modo orribile, in un incidente automobilistico sulle strade polacche. Era appena diventato il secondo allenatore della Juventus, vice del suo amico e compagno di squadra, Dino Zoff.
La canzone di Fulcheri è molto bella, delicata e malinconica nel tratteggiare la figura di un calciatore che seppe essere campione conquistando sempre il rispetto di tutti, avversari inclusi. La sensibilità artistica che si abbina alla passione sportiva, un bel modo per ricordare una figura emblematica anche di un calcio che non c’è più, divorato dagli eccessi dei social, dalle plusvalenze e da procuratori spesso troppo avidi. Inevitabile provare nostalgia e commozione nel ricordo di Gaetano e di tempi in cui il calcio non era ancora soltanto business.
In questi giorni è possibile anche visitare la mostra temporanea allestita all’interno dello Juventus Stadium, a tre decenni dalla scomparsa di Scirea.

Mariella Scirea

“Quando conobbi Giuseppe a casa mia, previa presentazione di un comune amico, ero abbastanza scettica – ha detto Mariella Scirea, la moglie di Gaetano – ma come iniziai ad ascoltare la registrazione del pezzo musicale, una forte commozione mi strinse la gola: Giuseppe era riuscito a mettere in musica i gesti, i sentimenti insomma tutto quello che rappresentava mio marito Gaetano. Così diventammo amici. Io gli sono grata per il pensiero che so essere sincero ma soprattutto per le emozioni che ha saputo far emergere dopo trent’anni in tutti noi familiari e in coloro che hanno conosciuto ed apprezzato Gaetano Scirea».

Gli Stadio gli avevano dedicato una canzone unendolo nel ricordo a Facchetti (Gaetano e Giacinto). Ora arriva, uscito da pochi giorni, il sentito e commosso omaggio musicale di Giuseppe Fulcheri, compositore, autore e sceneggiatore che vive la sua carriera tra musica e cinema

La scheda

https://www.giuseppefulcheri.com/bio

Beneficenza

La metà dei proventi ricavati dalla vendita del brano Mi chiamo Gaetano sarà destinata alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus per sostenere l’Istituto di Candiolo, centro internazionale di ricerca e cura in ambito oncologico. Il brano è prodotto da Ettore Caretta, con la produzione artistica di Alberto Tafani.

Fulcheri: Era il mio idolo

Giuseppe Fulcheri ha spiegato a Umberto Labozzetta di LabPromotion: ” «Sono juventino dalla nascita e ancor di più dal periodo della Juventus di Scirea e Platini, i miei idoli da bambino e da ragazzo. Una notte dell’inverno scorso ho sognato Gaetano Scirea. Mi sono svegliato all’improvviso, sereno ed emozionato, mi sono alzato dal letto e sono andato a sedermi al pianoforte. In pochi minuti è nata Mi Chiamo Gaetano. Scirea, per me e per tantissima gente, è stato ed è un esempio di vera eleganza, perché la vera eleganza non è mai gridata né ostentata, ma si esprime sottovoce, senza clamore. Il piacere profondo di aver scritto questa canzone sta nell’aver provato a dimostrargli la riconoscenza che ho per lui e per tutto quello che ha regalato alla mia vita di bambino, di adolescente e di adulto».

La scheda di Gaetano Scirea

https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Scirea

Gaetano e Giacinto, Stadio

https://www.youtube.com/watch?v=6T8om5ZlTYU