Nella foto, dal sito della Tonno Callipo Volley, Farina è al centro con la maglia bianca

In tempi di crisi certi gesti sono apprezzabili e importanti, bisogna riconoscerlo. Il volley ha il suo nuovo eroe, il volley calabrese torna ad avere il suo libero, giocatore e persona di parola, che contrariamente a quanto accade in molti casi, riesce ad anteporre le esigenze familiari a quelle professionali. Nel momento in cui scrivo non so ancora se la Lega Pallavolo ha autorizzato la Tonno Callipo Calabria a giocare il venerdì, per consentire l’utilizzo di Farina. Se così non fosse andrebbe lodato e sottolineato ancor di più l’attaccamento al contratto del giocatore, libero in campo e libero di cambiare spesso idea fuori dal campo. Lasciare Vibo, accettare il contratto di Latina, presentarsi ai nuovi tifosi, spiegare le ragioni del cambiamento e le motivazioni, poi fare marcia indietro, dire a tutti che si lascia la pallavolo perchè è ora di pensare alla famiglia, di stare a casa, di trascorrere i sabati e le domenica in casa o con chi pare, evitare ai bambini o di stare lontani dal papà per lunghi mesi, o di iscriversi di nuovo in una scuola lontana e diversa per stargli vicino. Insomma, una scelta di vita. E come capita a tutti noi, le scelte di vita possono anche cambiare da un mese all’altro, senza che gli altri debbano impicciarsi a metter bocca, specie se non fanno parte della Andreoli Latina.
E’ comunque una favola a lieto fine quella del Farina riciclato in Calabria. E vissero tutti felici e contenti: Latina che ha miracolosamente tappato la falla riprendendosi Rossini (che era andato a Trento per vincere ma poi quando la Diatec ha fotocopiato male la squadra dello scorso anno – non compaiono più Stoytchev, Kaziyski, Juantorena, Raphael – ha capito che era meglio tornare nel Lazio). La Tonno Callipo Calabria che si è ripresa il suo Farina, lo stesso Farina che ha assaporato per qualche settimana le delizie di essere un ex giocatore (ma non è che si è già stancato di fare il pensionato e a casa gli hanno detto: vai, vai torna a giocare che è meglio…). Insomma alla fine tutto scorre, tutto pareva cambiare, tutto è tornato come prima. E vissero tutti… come lo sapremo in futuro.

 Riassunto delle puntate precedenti

 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2013/06/volley-farina-doppio-zero.html

Comunicato della società Andreoli Latina, dello scorso 29 aprile
Andreoli Latina: Si è svolta nella sede sociale dell’Andreoli, la
conferenza stampa di presentazione di Alessandro Farina, nuovo libero
di Latina, a far gli onori di casa il ds Candido Grande. 

Alessandro Farina (a meno che non fosse una controfigura o una copia stile Matrix)

disse:

“Già lo scorso anno, per forza maggiore, ho
affrontato l’idea di cambiare ambiente. L’esperienza di vincere si fa
sul campo, ma i trofei si guardano solo il giorno che appenderai le
scarpe al chiodo. Oggi si pensa invece a dare il meglio giornata dopo
giornata. Latina negli ultimi anni ha disputato buoni campionati, ho
scelto questa società perché mi è parsa con le idee e i progetti chiari e
già pronti, con in testa che vorrà fare. Il pubblico è molto caloroso, i
tifosi sono sempre presenti, anche in trasferta, e questo fa molto
piacere per un atleta. Avere esperienza significa anche avere la
mentalità di condividerla con la tua squadra e specialmente con i
giovani”.

La storia in realtà
è finita diversamente. Farina ha deciso di cambiare idea, di non
onorare il contratto firmato (ahi ahi…) con la Andreoli Latina per
giocare la prossima stagione ancora in serie A1. Di solito sono le
società che vengono messe giustamente in croce quando non rispettano i
contratti firmati (a Roma, nel volley, abbiamo avuto un grande
specialista di questo tipo di comportamento, abile a ripetersi anche a
distanza di anni). Stavolta è un giocatore, spiace dirlo, ad essersi
macchiato di una condotta decisamente poco simpatica. Leggere ciò che
dichiara alla Gazzetta dello Sport per motivare la sua scelta, suscita
perplessità.
Altro che esempio per i
giovani, Farina purtroppo ha dato l’esempio di come un professionista
non dovrebbe mai comportarsi. Intanto non è serio lasciare nei guai una
società che aveva agito tempestivamente per assicurarsi un giocatore
importante in un ruolo delicato come quello del libero. Ora tutti i
migliori si sono accasati e Latina deve inventarsi una soluzione di
ripiego.
Leggo sulla rosea: “In questo momento le priorità sono altre” –
dice Farina alludendo ai figli di 10 e 8 anni (che dunque erano già
nati quando aveva firmato il contratto con Latina) ed alla moglie. “Sono orientato a uscire dalla pallavolo perché vorrei avere i sabati e le domeniche per stare con i miei”.
Indubbiamente Farina si è meritato questi week end liberi, anche se
corre l’obbligo ricordare che il campionato dura sette mesi e che ce ne
sono cinque liberi in cui si può fare ciò che si vuole. Ma non è questo
il punto, anche io vorrei avere i sabati e le domeniche libere (e magari
prima di quanto creda verrò accontentato…). Nessuno può dire ad una
persona ciò che deve fare e dunque è giustissimo, non serve neanche
dirlo, che Farina possa decidere come meglio crede se lavorare o meno.
Il punto è il quando.
Un professionista,
come lui è stato per tutta la sua carriera, non firma un contratto e
dopo un mese se lo rimangia cambiando idea (lo so, l’ha fatto anche un
altro giocatore, con un club straniero, dell’Est, russo…). E
soprattutto non risponde con un “vedremo” quando l’intervistatore,
parmigiano come lui, gli prospetta la possibilità di giocare in A2. Non
risulta che la A2 giochi di venerdì. Caro Mario, Farina vuole
trascorrere i sabati e le domeniche con la famiglia, perchè gli dici che
potrebbe esserci una soluzione intermedia? Se vuole stare a casa nei
week end o si trova una squadra nella provincia di Treviso, che lo fa
giocare solo nelle partite casalinghe, oppure smette davvero come ti ha
annunciato.

A meno che dietro non ci siano altre storie. Stranamente
la Top Volley Latina non ha fatto sapere nulla, nessun comunicato sul
voltafaccia di Farina e sul sito c’è ancora il file con la conferenza
stampa di presentazione. Ora, dato che siamo a giugno e non penso sia
stato un pesce d’aprile, presumo che l’addio di Farina sia cosa
verissima. L’ha scritto la Gazzetta. Ok, se c’è qualche mistero dietro
questa decisione, saremo pronti a riscrivere tutto. 
Per
ora registriamo il fatto che in tempi di disinvolte sofisticazioni
alimentari, non ci si può fidare nemmeno della Farina, zero, doppio zero
o quel che sia. Ora sta al tecnico Santilli, alla Andreoli Latina,
dimostrare di poter cucinare un buon campionato anche senza Farina.