Una scena del film 22 luglio, visibile su Netflix

22 LUGLIO – Stati Uniti. Regia: Paul Greengrass. Interpreti: Anders Danielsen Lie, Jonas Strand Gavli, Jon Øigarden.* edizione originale inglese con sottotitoli in italiano

Cinema 22 luglio, su Netflix

Ha ragione il regista Paul Greengrass: 22 luglio è un film inquietante ma necessario. La vicenda è tristemente nota: 22 luglio 2011 in Norvegia, un’autobomba esplode nel centro di Oslo uccidendo 8 persone. Ma è solo un diversivo per una strage più ampia: 69 ragazzi uccisi a sangue freddo sull’isola di Utoya, dove partecipavano ad un raduno del Partito Laburista Norvegese. Si parlava di futuro e di accoglienza, di integrazione e di lavoro. L’estremista di destra Anders Breivik per nove anni ha progettato la strage, che riuscì a portare a termine con una lucidità che sarebbe riduttivo definire folle.
Quando accadono certe cose nei commenti si usano parole come mostro, folle, pazzo criminale. Comprensibile. Ma probabilmente non proprio esatto.
Persone normalmente equilibrate, al di là delle idee politiche, sono portate a definire pazzi certi terroristi. Ma in realtà “mostri disumani” come Breivik tutto sono meno che pazzi, semplicemente sono portatori di virus politici che non contemplano tracce di umanità. Non a caso l’estremista di destra norvegese nel corso della sua prigionia si è già convertito al nazismo. Caso mai non fosse abbastanza estremo il suo modo di pensare, di vedere l’umanità, e di agire.
Il film 22 luglio è fatto bene, con una prima parte i cui si ricostruiscono i tremendi fatti. Una violenza filmata nella sua rapida crudezza. L’agghiacciante sequenza di morte che miete vittime innocenti è il prologo di un viaggio negli inferi della mente di Breivik. Si ricostruisce il suo percorso, il suo piano, le sue motivazioni (stavo per cadere nella trappola e definirle folli).
Ma c’è molto altro nel film di Greengrass: c’è il dopo della gioventù scampata alla strage, la sofferenza e la fatica di giovani vite stravolte, distrutte, che non possono dimenticare ma che dovrebbero mettersi alle spalle l’indimenticabile tragedia vissuta. Gli amici perduti. E il regista lo racconta con sensibilità ed efficacia.

Breivik è stato condannato a 21 anni di carcere, il massimo possibile secondo la legge norvegese. In teoria sarà di nuovo il libertà quando avrà 54 anni. In realtà la pena potrebbe essere prolungata di cinque anni in cinque anni se verrà ritenuto ancora socialmente pericoloso.

Ecco, se dovesse uscire (dopo essersi convertito al nazismo, come da lui comunicato) mi sembrerebbe profondamente ingiusto. Oltre che inquietante, come e più del film.

Il trailer originale
https://www.youtube.com/watch?v=ZVpUZGmHJB8

https://it.wikipedia.org/wiki/Anders_Breivik

https://www.youtube.com/watch?v=gP34Icnq-Xo

http://www.reporternuovo.it/2017/03/02/breivik-fine-del-paradosso-rispettati-i-diritti-del-mostro/

Requiem for the indifferent,
il brano degli Epica dedicato
alle vittime di Utoya

https://www.youtube.com/watch?v=ma1dRow4uyU