Malagò all’attacco, Sport e Salute smascherata

Malagò all’attacco, Sport e Salute smascherata. La riforma imposta dal precedente governo (Movimento 5 Stelle/Lega) , ha illustrato il presidente del Coni, ha frenato e peggiorato una situazione storicamente drammatica, visto che l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa se si parla dello sport a scuola. Con conseguenze nefaste per la salute dei bambini, ragazzi e futuri cittadini (sedentarietà, obesità, mancata prevenzione con stili di vita adeguati). Persi cinque milioni di italiani tra i 18 e i 25 anni: che futuro per lo sport italiano tra qualche anno? Bambini che non hanno le minime nozioni sulle funzionalità del proprio corpo in relazione all’educazione fisica (lo si dice spesso: molti non sanno nemmeno fare una capovolta, una capriola, o saltare con la corda).
Problemi di sport ma anche se non soprattutto di salute, in un Paese che sta anche sopportando un vistoso calo demografico, continuando anche a non affrontare il tema dello ius soli, fondamentale per un Paese civile (ma l’Italia pare essersi allontanata e di molto da questa definizione) e per i riflessi anche in ambito sportivo.
Dagli interventi in teoria promettenti del Ministro per le politiche giovanili e per lo sport, Vincenzo Spadafora e della vice ministro per l’ìstruzione Anna Ascani, all’affondo del presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenuto alla seconda giornata del convegno Se la scuola si mette a correre (organizzato dalla FIDAL, dal comitato organizzatore de “La Corsa di Miguel”, con la collaborazione dell’UISP).

L’affondo del presidente del Coni

Nel corso della sua requisitoria, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha fotografato la situazione dopo la Riforma che ha tolto al Coni il suo fondamentale ruolo di punto di riferimento globale dello sport.
Sport e Salute pur limitandosi sostanzialmente a riproporre i modelli precedenti del Coni, pur avendo un budget certo e aumentato, non ha prodotto risultati migliori, anzi. Si sono perse competenze e si è avuta una brusca frenata. Molto se non tutto è ancora fermo.
Giovanni Malagò ha usato spesso la parola follia, cose senza senso, supportando le sue affermazioni con i dati.
Finanziamento automatico, una cifra aggiuntiva di 60 milioni di euro. Rispetto ai bilanci preventivi che si facevano sulla speranza di quello che potevi avere (un bel vantaggino ha commentato il presidente del Coni).

Educazione fisica a scuola, realtà drammatica

“La realtà della situazione dello sport nella scuola è drammatica – ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò -. Chiunque nega questo o è una persona che non conosce il problema o è disonesta intellettualmente. Oppure ha interessi ad evidenziare una realtà che è diversa da quella dello stato dei fatti”.
Quello che il Coni ha fatto per la scuola dal dopoguerra lo ha fatto per spirito di servizio anche se non era tenuto a farlo perché nello statuto del Coni non esiste la parola scuola. Il 60, 70% delle Regioni è fermo: è siamo già a gennaio. Sport e Salute ha sottratto competenze al territorio del Coni. IL Coni ha 44 federazioni e 19 discipline sportive associate. Il progetto è stato affidato a sole sei federazioni e non si sa il criterio della scelta. Ogni regione viene contrattualizzata da una sola singola federazione. Follia. In contrasto con un approccio multisportivo. Sport e Salute, non avendo condiviso col Coni, e con tutti i suoi presidenti regionali. Discriminazione verso tutte le altre federazioni.
Le conclusioni?
“Si va indietro invece di andare avanti e già si marciava molto lentamente. Un disastro, è un dato di fatto. Ogni anno si è cambiato ministro di riferimento. L’Italia fanalino di coda per educazione motoria nella scuola primaria. Mancano insegnanti di ruolo specializzati che portino avanti in modo continuo l’attività.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò al convegno Se la scuola si mette a correre Foto FIDAL
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò al convegno Se la scuola si mette a correre Foto FIDAL

Cosa serve secondo Malagò
 

“Serve indispensabilmente una collaborazione tra diverse istituzioni: le federazioni, gli enti locali, le Regioni in primis, il Governo, il CONI. Sport e Salute vuole ripristinare “Sport di Classe” e ora dice che lo sport a scuola è “la madre di tutte le battaglie”? Ma ha rubato il mio mantra con lo sport nelle scuole, l’ho sempre detto: ci stiamo prendendo in giro? Serve un piano serio per risolvere questo vulnus, tra tutte le istituzioni coinvolte. Ma nel frattempo la divisione che si è creata, ha buttato benzina sul fuoco su quanto era stato fatto prima. Il mio intervento è solo propositivo, non c’è nessuna polemica: è la realtà dei fatti. C’è grandissima delusione perché in questi mesi non solo non si è fatto nulla, ma si è addirittura tornati indietro».
Malagò si è detto «molto fiducioso nell’azione del ministro Vincenzo Spadafora, che si faccia carico di queste esigenze perché sta dimostrando grandissima sensibilità su questo tema»

Il video della diretta Facebook dell’Uisp

INTERVENTI DI G.MALAGÒ, P.SPADARI, G.LOGIUDICE,M.OLIVIERI MENNEA, I.MAIORELLA. In diretta dal corso per giornalisti e insegnanti “Alle radici del campione (e non solo) raccontare lo sport nella scuola” con l’ordine dei giornalisti del Lazio, organizzato dall'#Uisp con Federazione Italiana di Atletica Leggera e La Corsa Di Miguel, con il patrocinio di Commissione Europea, Regione Lazio, CONI e Sport e Salute. Intervengono Paola Spadari, Giovanni Malagò, l’intervista di Giorgio Lo Giudice a Manuela Olivieri Mennea.

Pubblicato da Uisp Nazionale su Sabato 25 gennaio 2020

Leandro De Sanctis

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