“Quando si perde bisogna star zitti e basta”, ha detto Allegri dopo la sconfitta du Marassi con la Sampdoria. Ha ragione, perchè citare una serie di episodi potrebbe apparire come una scusa, la ricerca di alibi. Perdere in questo modo una partita che si è controllata per la sua quasi totalità, per non dire dominata (la Samp non aveva mai tirato prima del gol) è sconcertante.

Una partita per molti aspetti rocambolesca, caratterizzata da una serie di episodi, tutti negativi per i bianconeri, arrivati ai 14 gol subiti (peggior difesa del poker di testa). Non ho visto però tutta questa bontà di gioco di cui si è parlato. E’ vero che la Samp è andata in vantaggio all’inizio del secondo tempo, nel momento in cui la Juve sembrava aver spinto il piede sul gas, velocizzando il gioco, pressando alto, dando l’impressione di poter cambiare marcia, Poi l’assist di Bernardeschi, che svirgolando ha servito Duvan Zapata per la zuccata dell’1-0 (Szceszny a mio avviso avrebbe potuto fare qualcosa in più, invece di restare impalato ad ammirare la parabola) ha sparigliato le carte e messo le ali ai blucerchiati, mentre il nervosismo faceva perdere lucidità alla Juventus.

Così arrivavano il secondo e il terzo gol doriano (quest’ultimo viziato da una spinta di Zapata su Khedira, che protestava invece di cercare di ostacolare l’attaccante doriano sul cross basso di Quagliarella).

A me la Juve non è piaciuta, se non per il carattere che le ha consentito oltre il novantesimo di rendere meno pesante nel punteggio la sconfitta. Il rigore di Higuain, il gol di Dybala, entrambi nel recupero, sono stati dimostrazione di orgoglio ferito, ma a quel punto è anche vero che la Samp si sentiva ormai in porto.

La sconfitta è in realtà pesantissima e credo, purtroppo, che allontani la Juventus dal settimo scudetto consecutivo. Penso che questo possa essere l’anno tricolore per il Napoli o per la Roma, senza dimenticare l’Inter che però ha avuto finora una buona dose di fortuna nel costruire la sua classifica e rispetto a napoletani e giallorossi sembra possedere minori certezze. Sembra. Insomma, per i bianconeri ci sarà da lottare anche solo per mantenere il posto in Champions League. A meno 4 dal Napoli, probabilmente a meno 2 dall’Inter (e dalla Roma se dovesse vincere il recupero con la Sampdoria). Dovendo affrontare ancora tutti i confronti diretti, la Juve è già nelle condizioni di non poter sbagliare più nulla. E se si hanno due o tre squadre davanti, diventa complicatissimo pensare di sorpassare tutti. Senza contare che il Napoli, uscendo dalla Champions salvo miracoli, avrà il vantaggio (come l’Inter) di potersi concentrare sul campionato. Dico questo perchè, sbagliando, suppongo che il Napoli non prenderebbe l’Europa League con lo stesso piglio.

E poi l’aspetto primario: la Juventus quest’anno non gioca bene. Ha sofferto spesso e volentieri, più debole in difesa, con un centrocampo che pare abbia esaurito idee. NOn so perchè Allegri giudichi positivo il primo tempo di Marassi: gioco lento, sterile possesso palla, mancanza di cambi di marcia in avanti, di fantasia costruttiva e concreta. Higuain poco e mal servito, una manovra spesso troppo prolissa e fatali ritardi nel tentare il tiro.

Devo dire che sono anche stufo di leggere proclami fuori luoghi sulla Champions League. E’ già dimenticata la lezione di Barcellona? I patemi con Sporting e perfino Olympiacos? La realtà è un’altra. La Juve quest’anno non vale la squadra delle scorse stagioni. Ottimisticamente potrei aggiungere, non ancora. I nuovi non hanno inciso, manca la fantasia di Dani Alves (il Dani della seconda parte di stagione), Alex Sandro è l’ombra di se stesso. Se Allegri è costretto ad affidarsi sempre agli stessi, un motivo ci sarà. Cuadrado resta l’uomo che può fare la differenza tra i bianconeri, ma è spremuto fin troppo. Il centro campo cambia spesso (la speranza è che Marchisio torni al top), Douglas Costa (raramente decisivo) e soprattutto Bernardeschi (oggi deludente secondo me, anche non considerando l’assist per…la Samp) non hanno dinostrato di essere meritevoli della promozione.

Manca un’alternativa vera per gli attaccanti, al punto che Pjaca (sempre indisponibile da quando è bianconero) sarà convertito in vice Higuain, Howedes non si è ancora visto. Servirebbe il Dybala di inizio stagione, ma Paulo (bello il lampo finale di Marassi) si è smarrito dopo l’avvio fulminante di stagione, complice anche il doppio errore dal dischetto, che fino a ieri segnava la distanza dalla vetta della classifica E una grande squadra non può dipendere da un solo giocatore.