A Bari, Italia-Australia, qualificazioni per l’Olimpiade di Tokyo 2020 Foto FIVB

Italia-Australia di volley a Bari, Simone Giannelli Foto FIVB Galbiati

BARI – L’Australia ha fatto paura e tanta. C’è mancato poco che il tanto atteso e decantato duello tra azzurri e serbi con vista su Tokyo 2020 diventasse una partita platonica o quasi. L’Italia ha domato gli australiani inseguendoli due volte, rimontando lo svantaggio e imponendosi solo nel convulso finale di quinto set, tra l’entusiasmo degli oltre quattrolima spettatori del PalaFlorio.

Allora si, è proprio vero: Italia-Serbia, stasera alle ore 21.15 con diretta Tv su Rai2, mette in palio un posto per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Chi vince va in Giappone, chi perde a gennaio affronterà un girone se non impossibile, quasi, contro altri grandi squadre che non ce l’hanno fatta a qualificarsi (per ora la Francia).

L’Italia è riuscita a tirarsi fuori dalla voragine in cui i “rognosi” australiani l’avevano spinta, con il loro agonismo che storicamente ha spesso dato fastidio agli azzurri. Contro la Serbia avevano sfiorato l’impresa, con l’Italia ci sono andati ancora più vicini, cedendo alla fine sotto il peso dei loro errori e delle scelte al servizio, oltre che di una tecnica sicuramente non eccelsa in tutti i componenti. Ma Williams, 27 punti, è stata una spina che si è conficcata nel fianco degli azzurri (con seri problemi difensivi) e ha fatto male.

Un’Italia discontinua, capace di fiammate irresistibili ma anche di pause ed errori talvolta sconcertanti. Fallosa al servizio (22 errori, ma anche gli australiani non hanno scherzato, 23 battute sbagliate). E se in una partita i due schiacciatori titolari finiscono in panchina, vincere può risultare arduo. Lanza ha vissuto set di grande sofferenza fino a che è stato in campo. Nemmeno Zaytsev è riuscito ad assicurare quella sostanza in attacco che sarebbe servita. Ma l’Italia ha avuto gli 8 punti a muro di Matteo Piano, il 61% di Juantorena, top scorer con 22 punti. E quando c’è stato da giocarsi il tutto per tutto, l’Italia ha vinto con Antonov (5 su 8) e Nelli. Gabriele Nelli ha fatto dannare con i suoi 4 errori in battuta, ogni volta che il ct Blengini lo ha mandato in campo, ma da titolare nel finale ha saputo essere determinante: 7 punti su 8 attacchi, 88%.
Senza dimenticare la grande prova di sostanza di Simone Giannelli. Non era facile mantenere la bussola in rotta, ma alla fine c’è riuscito, diventando spesso l’attaccante aggiunto che serviva. Alla fine 9 punti per lui (5 su 6, 1 ace e 3 muri).

Appare evidente che per battere la Serbia servirà un’Italia ben diversa. Ma per come si stavano mettendo le cose, è già positivo che ci si arrivi a giocare questo spareggio.

ITALIA-AUSTRALIA 3-2
(21-25, 25-19, 24-26, 17-25, 15-13).

ITALIA: Juantorena 22, Giannelli 9, Zaytsev 14, Lanza 4, Piano 11, Russo 1, Antonov 5, Anzani 4, Nelli 7, Colaci (Libero), Balaso (Libero), Sbertoli, Pesaresi. Non entrato: Lavia.