Mondiali di pallavolo nella pubblicità dell’acqua minerale

Volley L’acqua minerale va di traverso

Non credo che la gaffe dell’acqua minerale sia dovuta ad una forma di razzismo. Nei giorni altre foto, più adeguate, avevano caratterizzato le pagine di pubblicità acquistate solo in alcuni giornali dal partner della Fipav. Scegliere di coprire Egonu e Sylla per razzismo sarebbe un autogol peggiore di quello fatto scegliendo una foto qualsiasi per celebrare la medaglia d’argento vinta ai Mondiali dall’Italia. E mi rifiuto di pensarlo. Sapendo invece come vanno queste cose e conoscendo la diffusa convinzione che tanto tutti possono fare tutto quando si tratta di comunicazione, va invece sottolineato una volta di più il pressappochismo con cui si sono scelte le foto. Se sono pubblicità legate ai Mondiali, come si fa a puntare e diffondere una foto che non è dei Mondiali? Come si può scegliere una foto vecchia di mesi, di quando la Nazionale era ancora un cantiere e le azzurre in campo diverse. E’ stato chiesto all’ufficio stampa di scegliere le foto adatte? Temo di no. Tempo che siano stati altri a scegliere le foto, innescando la filiera dell’errore, perchè nella casa dell’acqua minerale, nessuno si sarà preoccupato di verificare a quando risalisse la foto. Figuriamoci se qualcuno avrà notato che mancavano proprio due delle più acclamate protagoniste del Mondiale.

E’ la solita storia, quando si parla di comunicazione sembra tutto facile, come bere un bicchier d’acqua. E invece sono i dettagli, le sfumature a fare la differenza. E serve gente che ne capisca. Perché a volte anche l’acqua minerale può andare di traverso. Ma non tutti i giornali sono stati scelti, solo alcuni, come costumi del mondo attuale della pallavolo. Beh,almeno chi non l’ha pubblicata, non se l’è bevuta…

 

Il racconto dell’Ansa

Ci sono tutte. Anzi no. E così scoppia la polemica in rete sulla pubblicità che l’acqua minerale (omissis) ha pubblicato su alcuni quotidiani per celebrare l’argento mondiale delle azzurre della pallavolo. Nella fotografia (un’immagine di archivio, va detto, della scorsa estate e non relativa alla rassegna iridata in Giappone), infatti, compaiono tutte le atlete ma non Miriam Sylla e Paola Egonu. Ma se l’assenza della schiacciatrice è probabilmente legata alla squalifica (che le fece saltare quella partita della Nations League a cui si riferisce la foto incriminata), è quella della 19enne ‘opposto’ nata a Cittadella da genitori nigeriani e protagonista indiscussa della splendida cavalcata azzurra in Giappone a fare più ‘rumore’, considerando che la ragazza è coperta dalla bottiglia (così come Serena Ortolani presente sulla foto di archivio). Viste le straordinarie performance della ragazza al Mondiale giapponese, è stata lei la ‘stella’ indiscussa della rassegna, sarebbe come ‘coprire’ Messi in una foto del Barcellona o di CR7 con la nuova divisa bianconera. Tanto è bastato però per far scoppiare la polemica (su twitter la notizia è diventata presto top trend), con gli utenti divisi tra quelli convinti degli intenti razzisti della scelta e quelli che pensano invece più a una svista, anche per il fatto che le foto analoghe pubblicate nei giorni scorsi avevano la squadra al completo. “Non sono il tipo che urla al razzismo per qualunque cosa succeda. Credo sia solo un errore in buona fede”, smorza le polemiche la Sylla appena atterrata a Malpensa con le altre azzurre – Se sono turbata? Mi hanno solo accennato qualcosa poco fa. Spero però non sia stato per razzismo, spero sia stata solo la scelta di una foto sbagliata”. L’azienda, da parte sua, chiarisce con un post su Instagram, l’assoluta buona fede e rigetta ogni insinuazione discriminatoria: “Abbiamo seguito con entusiasmo l’avventura di tutte le nostre pallavoliste, TUTTE senza alcuna distinzione. Nessuna forma di discriminazione ci appartiene e la vicinanza alla squadra è dimostrata dalle tante foto pubblicate sui social. Contrastiamo fermamente qualsiasi insinuazione circa un atteggiamento diverso nei confronti di giocatrici che per noi hanno tutte lo stesso grande merito: quello di aver composto una fantastica squadra!”.