La Nazionale femminile di volley, sul podio dei Mondiali con la medaglia d’argento Foto di Filippo Rubin

Italia, futuro tra dubbi e certezze

All’indomani dei due Mondiali che hanno tenuto accesa la luce dei riflettori sulla pallavolo per la bellezza di quarantadue giorni, il futuro delle due Nazionali italiane sembra presentarsi con due diverse facce. Sentimenti, problematiche e prospettive molto differenti, generanti fiducia da una parte, inquietudine dall’altra. Come si può vedere a parte, l’Italia è stata uno dei tre Paesi in grado di piazzare la Nazionale di pallavolo sia nella Final Six dei Mondiali maschili che in quella dei Mondiali femminili. La solita Serbia e gli Stati Uniti le altre due federazioni arrivate fino in fondo, o quasi, nei due tornei iridati. E questo ha indubbiamente un valore, dal momento che il Mondiale è la più fedele testimonianza dei valori espressi nello sport pallavolistico. Anche più dell’Olimpiade per certi versi, poiché ai Giochi arriva solo un numero ridotto di squadre, rispettando i criteri geopolitici di rappresentanza che penalizzano fortemente la presenza delle squadre dei continenti più forti, dove la concorrenza e la qualità delle nazionali è più elevata. Senza contare che ai Mondiali vanno squadre di 14 giocatori, in ossequio alle esigenze di organico che prevedono il doppio libero, e non solo 12 come ai Giochi. Il prossimo appuntamento è appunto quello olimpico, a Tokyo nel 2020. Ma come si presenterà la pallavolo italiana al cospetto dei cinque cerchi? Intanto va ricordato che bisognerà qualificarsi, cosa che nella pallavolo, per via dei criteri adottati, può risultare non meno complicata che raggiungere poi il podio.
Riesce difficile immaginare che possa aver problemi la splendida Nazionale di Davide Mazzanti vista in Giappone, ma ogni risultato va conquistato, con la stessa concentrazione e tenacia messa in mostra da Egonu e compagne nel torneo nipponico. Ma da un’Italia capace di arrampicarsi fino alla medaglia d’argento, con una squadra dall’età media di un soffio superiore ai 23 anni, è lecito attendersi la conquista del pass per tornare in Giappone per il torneo olimpico.
Meno scontata invece la qualificazione della Nazionale maschile che con il ct Blengini si è classificata al quinto posto nel Mondiale casalingo. Due delle prime quattro del torneo iridato sono europee: Polonia e Serbia. Senza dimenticare altri squadroni come Russia e Francia, che per ragioni diverse hanno fallito ai Mondiali, e nazionali potenzialmente pericolosissime come Belgio, Slovenia, Germania (sorvolando sulla Bulgaria).
Ma la vera difformità di situazioni riguarda i ricambi. La squadra azzurra femminile è giovanissima, con le sole eccezioni di Lucia Bosetti, 29 anni, e del libero Monica De Gennaro, 31 (come la Serena Ortolani, rimasta in panchina, alternativa tranquilla della Egonu). Dietro le ragazze scelte per il Giappone, c’è il fertile movimento del Club Italia, alimentato dalla fucina romana di Volleyrò e dalla connessione ormai stretta con la Lega Femminile e con molti club, che hanno aperto le porte alle giovani, aiutandole a misurarsi al top e a crescere. Elena Pietrini, per citare la prima in lista d’attesa per il decollo, a breve sarà assai più di una semplice alternativa. E ci sono altre ragazze pronte ad emergere. Insomma, non mancheranno le alternative.
La Nazionale maschile di Blengini (sempre che il Consiglio Federale non decida cambiamenti) si trova invece in una situazione molto diversa. Intanto sa che non avrà Juantorena, che a Torino ha annunciato il ritiro dalla Nazionale, che occupava un ruolo chiave in banda. La squadra non è anagraficamente giovane e le ultime iniezioni di gioventù risalgono all’epoca del ct Berruto, che agli Europei del 2013 schierò Vettori, Piano, Beretta, Mazzone e Lanza. Il Club Italia nel maschile funziona in modo diverso e sicuramente meno produttivo. Ed è un eufemismo. L’unica stella giovane è il palleggiatore Giannelli (22 anni) e per vari motivi la situazione per il ruolo degli schiacciatori appare un preoccupante nodo da sciogliere nell’immediato futuro.

  • testo pubblicato sul Corriere dello Sport di martedì 23 ottobre 2018