La serie Tv Trinkets, su Netflix, la locandina

TRINKETS

Paese: Stati Uniti. Anno: 2019 – in produzione. Stagioni: 1 . Episodi: 10. Durata: 22-29 min (episodio). Ideatori: Kirsten Smith, Amy Andelson, Emily Meyer
Interpreti: Brianna Hildebrand, Kiana Madeira, Quintessa Swindell, Larry Sullivan, Brandon Butler, Odiseas Georgiadis, Henry Zaga.


Scritto da Luca De Sanctis

Basata sull’omonimo romanzo del 2013 di Kirsten Smith, Trinkets sbarca su Netflix il 14 giugno 2019 con una prima stagione da 10 puntate. La nuova serie Netflix si presenta come un teen drama mascherato da commedia che vede come protagoniste delle liceali di Portland. La parola ‘trinkets’ possiamo tradurla in italiano come ‘cianfrusaglie’ o ‘bigiotteria’, e sta a sottolineare il ruolo nella serie della cleptomania delle tre protagoniste che consolidano la loro amicizia durante gli incontri di un gruppo di taccheggiatori anonimi.
L’intento di discostarsi dai canoni classici delle tv series adolescenziali e di dare un maggior spessore alla storia riesce solo in parte e il risultato finale non convince del tutto. Il tema del taccheggio, a cui inizialmente la serie sembra ruotare attorno, non è ben scansionato e si limita a dare ai personaggi il pretesto per raccontarsi. Le cause e i procedimenti psicologici dietro l’atto del furto vengono trattati con superficialità e il tutto viene semplicemente autogiustificato dai vari disagi e traumi che fanno parte del passato delle protagoniste.
La stessa superficialità si ritrova in parte anche negli altri temi potenzialmente seri e interessanti che la serie propone, come la dipendenza da social network, il cyberbullismo e l’importanza delle apparenze nei ceti sociali più abbienti. I personaggi sono gradevoli e non stupidi ma comunque vittime dei soliti schemi da teen drama da cui la serie sembrava volersi allontanare.
Le giovani attrici (tra le quali Brianna Hildebrand, già vista al cinema nei due Deadpool) offrono un’interpretazione godibile e genuina ma purtroppo non in grado di far scattare una particolare affezione per i personaggi. Le tre protagoniste hanno storie molto diverse e vivono in contesti altrettanto diversi, ognuno dei quali suggerisce una lezione sulla vita e sulle imposizioni sociali e familiari. Lezioni che forse potrebbero avere un senso per un pubblico di giovanissimi ma che nonostante gli intenti benevoli scadono facilmente nel banale e nel già visto.
Trinkets si lascia guardare piacevolmente per tutte e dieci le puntate ma non appassiona e non coinvolge. Tenta di apparire attuale e fresca mostrandoci una madre di famiglia incollata ad Instagram che di mestiere fa l’influencer oppure un gruppo di teenager che rubano dei vibratori in un sexy shop. Riesce in fin dei conti a regalare qualche spunto interessante ma sforzandosi in modo troppo fastidiosamente evidente. Non tutto da buttare in questa serie, per cui vale la pena aspettare la seconda stagione, ma è sicuramente lontana dall’impatto e l’originalità degli ultimi titoli simili firmati Netflix..