La locandina del film Il traditore, di Marco Bellocchio

IL TRADITORE. Regia: Marco Bellocchio. Interpreti: Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Candido, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane, Fausto Russo Alesi, Alessio Praticò, Gabriele Arena, Marco Gambino. *Uscito in versione originale italiana e siciliana, con sottotitoli in italiano.

Il traditore. Alla soglia degli 80 anni Marco Bellocchio “ringiovanisce” realizzando un film di eccellente qualità, un quadro tra realtà (molta) e licenze da fiction (poche) che lo riportano sul terreno dell’impegno sociale. La parte iniziale è un film anche d’azione, scene ad effetto che sembrano poter appartenere alla cinematografia di genere. La festa mafiosa nel castello, la fiera delle falsità che rimanda alle atmosfere del Padrino, per siglare una pace tra mafia palermitana e nuova mafia corleonese, senza scrupoli nè onore, ammesso che i mafiosi possano parlare di onore al di fuori del loro ambito.
Un teatrino, come dice uno dei protagonisti, E noi lo sappiamo già, perché la storia di Tommaso Buscetta e dei quasi 400 mafiosi che fece arrestare con il suo racconto al giudice Falcone, è nei carteggi dei tribunali, nelle collezioni dei giornali e nella memoria di chi visse quei fatti all’epoca, da spettatore o da semplice lettore di giornali.

Definire semplicemente camaleontico Pierfrancesco Favino non dà l’idea e non rende giustizia alla sua bravura. Il tradiitore, Buscetta è lui e se nei link a fine testo ascoltate la voce e la parlata di don Tommasino (sicilano con forte accento brasiliano), apprezzerete l’incredibile prova d’attore che Favino ha fornito. La latitanza in Brasile, con moglie (la bellissima Mara Fernanda Candido) e figli, ma anche i figli lasciati in Sicilia, in preda della vendetta mafiosa, una mafia ormai fuori controllo e imbastardita dai metodi di Tommaso Riina.
Bellocchio non santifica la figura di Buscetta, ma lo fa scoprire anche umano e comunque diverso dagli altri mafiosi. Lui sì a suo modo uomo d’onore, nel rapporto che instaura con Falcone, spaventato giustamente più dallo Stato che dovrebbe rappresentare che dalla mafia.
Viene riproposto il processo, i confronti tra Buscetta e i mafiosi più in vista (Calò, Riina, Badalamenti, il Tano seduto combattuto da Peppino Impastato: al cinema col volto di Luigi Lo Cascio, che qui interpreta Contorno, il mafioso che parla solo siciliano stretto…) e si entra in quel clima di vergognosa strafottenza che fa rabbia e che ben conosciamo per averlo visto tante volte rappresentato. Tutto ciò con cui, anche nel successivo processo Andreotti, si cercò di screditare la verità di Buscetta, che non volle mai definirsi pentito.

Le aule processuali diventano il fulcro della seconda parte del film e raccontano molto della storia d’Italia, di quell’Italia ma non solo. Forse anche di quella di oggi. Cosa nostra a casa nostra, verrebbe da dire, senza stupori. Vedendo il film si rafforza l’idea di chi pensò che a uccidere Falcone (e poi Borsellino) fossero stati coloro a cui sarebbe arrivato il giudice, nella sua definizione a tutto campo del fenomeno mafioso, con i suoi intrecci con il potere, i legami con Roma, intesa come Parlamento e politica, con i voti espressi ad ogni elezione. E si esce dal cinema gonfi di tristezza, per il destino dei veri eroi traditi dal Paese. E di Buscetta non viene da pensare che sia stato un traditore…

Il trailer

https://www.youtube.com/watch?time_continue=11&v=OyH8rHCKGtk

Foto di mafia nel film Il traditore, di Marco Bellocchio, con Massimo Favino

Il confronto in tribunale

https://www.youtube.com/watch?v=wN96Ph3b1IA

https://www.youtube.com/watch?v=j_maDGTjOuc

https://www.youtube.com/watch?v=zI4vuZ481PA

La vita di Tommaso Buscetta

https://www.youtube.com/watch?v=6_aR3VrMM1c

Marco Bellocchio, filmografia
https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Bellocchio
Piefrancesco Favino, filmografia
https://it.wikipedia.org/wiki/Pierfrancesco_Favino