La verità di Grace | Recensione

Succede di scegliere male un film. Lasciarsi ingannare dalle premesse di un giallo interessante. Talvolta anche i meno riusciti si lasciano comunque vedere, meritando la bocciatura ma senza far maledire il momento in cui si è scelto. Non è stato così per La verità di Grace (A fall from Grace in originale), decisamente tra i cinque film più brutti che mi sia capitato di vedere negli ultimi vent’anni. E mi tengo largo giusto per non dargli direttamente la palma del peggiore in assoluto. Mi scuso per qualche traccia di spoiler, ma confido che dopo questa lettura vi teniate alla larga da questo film.
Tyler Perry avrà anche fatto guadagnare milioni di dollari con i suoi film, ma questo è una vera porcheria. Una storia assurda raccontata come peggio non si potrebbe, con una sceneggiatura imbarazzante, per non dire vergognosa. Come peraltro l’interpretazione della maggior parte degli attori e attrici coinvolte. Demerito loro o di una regia incapace e peggio che dilettantesca?
Al punto che mi è venuto un sospetto. Vuoi vedere che La verità di Grace è finita per sbaglio in distribuzione, quando avrebbe dovuto essere invece un film confezionato ad uso e consumo delle scuole di cinema, per mostrare come non va fatto un film?

Una mediocre recita scolastica

In troppi passaggi sembra di assistere a una mediocre recita scolastica. Amo molto i film che mostrano battaglie processuali, che in genere regalano sempre momenti interessanti e istruttivi. Quello che vediamo in La verità di Grace è al di là di ogni immaginazione. Comportamenti e strategie assurde, arringhe declamate come compitini, un avvocato difensore debuttante (pessima, e per lei mortificante, esibizione di Bresha Webb). Ora, un avvocato al suo primo processo potrà anche essere emozionato, ma comportarsi come l’avvocato Jasmine Bryant è fuori dal mondo. Quando la chiamano ad interrogare sembra risvegliarsi dall’assopimento distaccato, dimentica di contro interrogare, oltraggia la corte come una studentella demente che non conosce le più elementari regole di un’aula di tribunale.

Due ore di noioso strazio

E non dura nemmeno poco. Due ore di strazio noioso, con un racconto in flashback che stucchevolmente mostra e reitera stati d’animo e situazioni per dire e ribadire quando fosse felice la povera Grace per aver incontrato, divorziata e non più giovane, un nuovo amore.
Un film dove, pensate, un poliziotto che smaschera un colpevole, gli intima semplicemente di non muoversi, ammanettandolo ma non in modo che effettivamente non possa fuggire e ricominciare altrove le sue truffe delittuose.
Per tacere dell’epilogo (dopo una farsa di processo dove anche il pubblico ministero sembra un pupazzetto giocattolo: come i bambolotti di una volta: si tira la corda e pronuncia la frase fatta prestabilita) semplicemente assurdo, come il punto di partenza, che vede in carcere una donna accusata di aver ucciso il marito, senza che sia mai stato trovato il cadavere.

La verità di Grace, la scheda

LA VERITA’ DI GRACE – A Fall from Grace. Usa, 2020. Regia: Tyler Perry. Interpreti: Crystal Fox, Phylicia Rashad, Bresha Webb, Mehcad Brooks, Cicely Tyson, Tyler Perry. Usa, durata 120 minuti.
* visto in versione originale con sottotitoli.

La verità di Grace, trailer originale

Leandro De Sanctis

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