Quando l’Olympiacos arriva allo Stadium c’è sempre da soffrire. Era successo tre anni fa, sempre in Champions, con un sofferto 3-2 in rimonta  (I marcatori:21′ Pirlo, 24′ Botia; 61′ N’Dinga; 65′ Llorente, 66′ Pogba). Anche ieri la Juve faticava a sbloccare il risultato (2-0 il finale). L’assenza dell’ultimo momento di Pjanic le toglieva l’uomo migliore delle ultime settimane e il regista necessario ad innescare conclusioni pericolose. Aggiungiamo un Cuadrado in condizioni precarie ed ecco che fino ad un quarto d’ora dalla fine del primo tempo, i bianconeri non erano riusciti a tirare in porta.
La qualità migliore è stata tuttavia la pazienza, con la quale la squadra non si è disunita, pur nella consapevolezza che non fosse una serata scintillante. Anche perché Dybala non pungeva, nemmeno su punizione (ne tirava due sulla barriera). Ma il crescendo del primo tempo era apprezzabile, con Marione Mandzukic a suonare la carica a forza di zuccate.

Quando finalmente, nel secondo tempo, Allegri ha capito che bisognava cambiare qualcosa, l’ingresso di Higuain si è rivelato provvidenziale. Un gol da centravanti, anzi da centravanti “arrabbiato”, e tre punti in cassafgorte, messi al sicuro da Marione che ribadiva in rete un salvataggio disperato della difesa greca sulla giocata  di Dybala, innescato da Higuain. Applausi a Sturaro nel ruolo di terzino (ma è stato un colpevole errore escludere Lichtsteiner dalla lista Champions, a vantaggio di un De Sciglio che avrebbe potuto ambientarsi prima in campionato: poi sia lui che Howedes sono andati ko, e quella è sfortuna), alla caparbietà di Bentancour, alla tenacia generale. Dietro Chiellini e Barzagli hanno concesso poco o nulla, Alex Sandro ha corso e crossato tanto, non sempre con precisione, Douglas Costa e Matuidi si sono dati da fare senza demordere. Ora le due partite decisive con lo Sporting Lisbona.