Juventus-Parma 3-3, Ronaldo, Foto Juventus.com

Calcio Juventus, la settimana horror

Da domenica 27 gennaio a sabato 2 febbraio: la settimana orribile della Juventus.
Le è andata bene all’Olimpico di Roma, dove nonostante abbia giocato un’ora abbondante in maniera oscena, senza praticamente tirare in porta, dopo essere stata sovrastata dalla Lazio è riuscita a ribaltare lo svantaggio e a vincere, anche grazie all’errore di Immobile che avrebbe potuto chiudere la partita sul 2-0). Ed è uscito di scena Bonucci, dopo dieci minuti infortunato e con colpevole ritardo negli spogliatoi, mezzora dopo e di troppo.

Seconda tappa della via Crucis del gioco bianconero a Bergamo, in Coppa Italia. Si fa male Chiellini (il solito polpacci) e appena esce l’Atalanta piazza il micidiale uno-due, con la via del gol spalancata da un folle dribbling di presunzione di Cancelo, che si fa rubare palla. Il tocco finale lo dà De Sciglio, sciagurato passaggio indietro molle e terzo gol atalantino. Juve fuori dalla Coppa Italia, il sogno ardito del tris sfuma in una gelida serata bergamasca di inizio anno.

Terza puntata, sabato sera allo Juventus Stadium: non basta il vantaggio di 3-1 per una Juve che senza Bonucci e Chiellini contemporaneamente (oltre che Barzagli) si è ritrovata senza difesa. Il gol di Gervinho all’ultimo respiro (3-3,) è stato il frutto di una catena di responsabilità pesanti, della reiterazione di errori già visti in altre partite.

Mandzukic è sulla linea del fallo laterale: può fare tante cose. Buttarla a lato, girarsi alla sua destra e calciare per incocciare uno stinco parmigiano, tenerla tra i piedi aspettando il fallo, proteggerla passivamente con la sua stazza. Invece sceglie la soluzione peggiore. Giocarla. Lanciarla dove? Verso l’area bianconera. Una cosa che fin dalle scuole calcio insegnano a non fare mai. La prende Inglese che rende vana l’opposizione molle di Rugani e serve Gervinho che tira, anche centralmente.
E qui ci si mette anche Perin. Guardate la foto sotto: sta con le mani aperte e lontane tra loro, l’aspetta così e non con i pugni chiusi (o comunque con le mani strette) come dovrebbe.
Il suo errore tecnico fa si che il tiro, forte ma centrale, rimbalzi tra le sue mani e prosegua beffardo la corsa alle sue spalle.

E così la Juventus si trova ad affrontare la Champions che riparte con la consapevolezza di avere una difesa colabrodo. C’è la speranza, aspettando le sfide con l’Atletico Madrid, di recuperare Chiellini e Bonucci, che in ogni caso non saranno al meglio. L’età e quanto avvenuto negli ultimi anni ricordano anche la delicatezza del polpaccio di Giorgione Chiellini, il vero Superman della difesa juventina.

Il timore di finire in pasto agli smaliziati colchoneros di Simeone è fondato. Perché quando in campo ci sono Bonucci e Chiellini, giocano meglio anche gli altri, da Cancelo a De Sciglio. Stimo molto Rugani e penso sia stato sbagliato averlo impiegato con il contagocce in questi anni. Ma l’idea di una difesa Champions basata sulla coppia Rugani-Caceres non può che allarmare. E’ vero che gli infortuni non sono preventivabili, specie tutti insieme, ma quando si ha una difesa di età avanzata, è un rischio non proprio impreventivabile.

E qui ci spostiamo sulla società. Pur con i suoi limiti, Benatia assicurava una certa qualità. Nell’anno dell’investimento Ronaldo e dell’assalto più deciso a una Champions che resta difficilissima e che non vede certo la Juventus favorita (solo osservatori superficiali possono darle questo ruolo), bisognava pensare a rinforzare e ringiovanire la difesa. Sostengo da sempre che aprire finestre di mercato a gennaio sia una follia destabilizzante. Aver lasciato andar via Benatia è stato un errore che rischia di essere pagato a caro prezzo. Concordo che se un giocatore non vuole rimanere, va lasciato andare. Ma in questo caso la Juventus si è esposta al problema della coperta corta in un settore nevralgico. Si vince con una difesa d’acciaio, il ciclo della BBC lo ha confermato.
Poi ci sono anche responsabilità di un centrocampo che non argina abbastanza? Forse, ma molti gol sono nati da errori prettamente difensivi, anche a difesa schierata. O figli di un atteggiamento presuntuoso. Innegabile che nelle ultime uscite la Juventus non abbia giocato bene e abbia subito troppi gol.

E per finire il capitolo tifosi. E Allegri. Vero che i social sono spesso la pattumiera intellettuale di chi non si vergogna di non saper scrivere, nè pensare. Ma denigrare Allegri, lanciare sondaggi alla chi volete Gesù o Barabba con nomi di altri tecnici mi sembra pura follia demenziale. Non so nemmeno come definire certi presunti tifosi. Ad essere buoni, diciamo che sono palesemente incompetenti. Abituati troppo bene da sette anni di vittorie. Di calcio capiscono ben poco se non si sono resi conto di ciò che ha rappresentato Allegri nel ciclo di successi juventini.
Ma non si accorgono dei problemi che hanno altre squadre blasonate che hanno cambiato allenatori come vestiti stagionali? Ma se in campo i giocatori si macchiano di colossali errori, è colpa del tecnico? Ogni tanto sbaglierà anche Allegri, che resta uno dei migliori “lettori” a partita in corso e si è dimostrato allenatore ideale per questa squadra e per questa società. La stessa Juventus, tornata in Serie A, quanti tecnici ha provato prima di trovare quelli giusti (Conte, Allegri) per il rilancio?

Mi tolgo l’ultimo sassolino, l’ipotesi di vendere Dybala. Stritolato dalle esigenze di CR7, che tuttavia ha 34 anni e non sarà eternamente fenomeno. Certo che ci manca il Dybala che segna e fa la differenza. Ora sta pagando il calo di centralità che ha dovuto mandar giù e le esigenze tattiche del nuovo attacco che fa capo a Ronaldo. Ma considerata l’età, credo sia ancora e per il futuro un patrimonio da tutelare.

Il gol del 3-3 di Gervinho in Juventus-Parma