http://www.corrieredellosport.it/news/volley/2015/08/13-3188131/berruto_travica_e_zaytsev_riuniti_dal_bronzo_olimpico/

Alla fine in qualche modo il passato ha riunito tre poli di un
triangolo pallavolistico scoppiato in estate: l’ex ct azzurro Mauro
Berruto, l’ex capitano Dragan Travica, Ivan Zaytsev. Il 12 agosto di tre
anni fa è stata una data che resta scolpita nella storia del volley
italiano, fu il giorno della medaglia di bronzo conquistata dalla
Nazionale italiana all’Olimpiade di Londra, battendo nella finale per la
medaglia la Bulgaria, che aveva in panchina il tecnico salentino
Camillo Placì. In pieno marasma, con la federazione bulgara alle prese
con turbolenze e dissidi, il pugliese era stato chiamare per fungere da
assistente di Naydenov, ma in realtà guidò la squadra da ct a tutti gli
effetti.
    Quattro anni prima, ai Giochi di Pechino, sempre Placì
era nello staff tecnico della Russia, che affrontò e sconfisse l’Italia
di Anastasi nella finale sempre per la medaglia di bronzo. Un’Italia
pesantemente condizionata dagli inforuni che avevavo progressivamente
tolto di scena il libero Corsano e l’opposto Fei.
    A Londra 2012
dunque, fu l’Italia di Berruto a spuntarla, riportando gli azzurri sul
podio che li aveva visti protagonisti nel 1996 ad Atlanta, nel 2000 a
Sydney e nel 2004 ad Atene, due argenti e un bronzo. E quando si sale su
un podio olimpico, non lo si dimentica più. Lo aveva già ricordato
Berruto nel suo messaggio di congedo, quando si è dimesso dal ruolo di
ct. Lo ha ricordato con orgoglio, e non solo, mercoledì postando su
twitter e rilanciandola su Facebook la foto di quel podio,
commentandola: 12.08.2012 non c’è futuro senza memoria. Frase e concetto
condivisibili, che il mondo dello sport ha imparato a rileggere negli
ultimi tempi, quando il presidente della Federatletica Alfio Giomi si è
impegnato a trasmettere il ricordo di un campione come Pietro Mennea.
   
Naturale e comprensibile leggere una punta di rivalsa da parte dell’ex
ct torinese nel ricordare quella data e quella medaglia. La gioia di un
gruppo che aveva centrato la sua missione olimpica dopo aver vissuto
momenti anche difficili in campo. E sul podio avevano portato quella
maglia numero 16, l’omaggio affettuoso a Vigor Bovolenta, l’amico e
compagno che purtroppo era scomparso prematuramente.
    Certe cose
uniscono e non c’è dissidio che possa cancallerle. Così anche Dragan
Travica, espulso dal gruppo azzurro prima della Final Six di World
League a Rio e poi non convocato dal nuovo ct Blengini, ha postato le
foto di quel 12 agosto e di quella medaglia di bronzo. E l’ha fatto
anche Ivan Zaytsev, anche lui rispedito a casa dal Brasile ma ora di
nuovo in Nazionale, ricordando «3 anni fa» con un bell’abbraccio tra gli
azzurri.