BLADE RUNNER 2049 – Regia: Denis Villeneuve. Interpreti: Ryan Gosling, Harrison Ford, Robin Wright, Jared Leto, Dave Bautista, Ana de Armas, Sylvia Hoeks.
* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano

Era uno dei sequel più attesi, il seguito di un film che fece epoca, Blade runner appunto, diretto da Ridley Scott, che aveva raccontato la storia di umani e cacciatori di replicanti con la splendida musica di Vangelis. Aggiungendo il carisma di Harrison Ford, l’attore di punta di quegli anni dopo il successo di Star Wars e la magnetica interpretazione di Rutger Hauer, il film che venne fuori (prima in una versione imposta dalla produzione – con voce narrante fuori campo – e solo successivamente nel director’s cut – senza voce narrante – con due finali diversi) passò alla storia del cinema come uno dei migliori esempi di fantascienza.
Ora arriva questo Blade runner 2049, comprensibilmente oggetto di pareri discordanti, tra chi lo ha trovato noioso, con poca azione e sparuti personaggi, e chi invece ha apprezzato il climax, la complessità e il messaggio sempre contemporaneo affidato a questo sequel, purtroppo non accompagnato dalle musiche di Vangelis, non riprese nemmeno per una elaborazione o un vago richiamo all’originale.
A me il film è piaciuto, pur rilevandone difetti nel delineare personaggi troppo schematici, soprattutto i due “cattivi”, Neander Wallace (Jared Leto) e la sua scagnozza Luv (Sylvia Hoeks), sopra le righe in maniera eccessiva e non incisiva. Perfino Robin Wright appare troppo rigida.
Ma nonostante ciò, Blade runner 2049 è un’immersione in una dimensione affascinante ed inquietante, in atmosfere che richiedono attenzione. Il confine tra replicanti e umani, tra macchine, uomini e donne e quel qualcosa che accadde, imprevisto e imprevedibile. O forse no (se anche l’innamoramento tra Deckard e Rachael fosse stato programmato?).
Un viaggio da vivere lasciandosi trasportare in quei paesaggi futuristici, desolati e desolanti, inevitabilmente inquietanti. Di Ryan Gosling, l’agente K, si dicono in maniera sprezzante le stesse cose che etichettavano Harrison Ford, monoespressivo. Ma se c’è un film dove la sua faccia funziona è proprio questo che lo vede monopolizzare la scena. E quando poi entra nel quadro il mitico Rick Deckard-Harrison Ford, i cultori di Blade runner si sentiranno finalmente a casa.
Il regista Denis Villeneuve è riuscito a mantenere lo spirito dell’originale, anche se una sceneggiatura un po’ più ricca avrebbe aiutato, così come una gamma più ampia di personaggi, anche secondari. Ma Blade runner 2049, piaccia o deluda, è un film che merita la visione, se non altro per discuterne.