La locandina di Gypsy, la serie Tv di Netflix

Gypsy, serie tv Netflix

GYPSY – Serie Tv per Netflix ideata da Lisa Rubin –  Interpreti: Naomi Watts, Billy Crudup, Sophie Cookson, Lucy Boynton, Karl Glusman, Melanie Liburd, Poorna Jagannathan, Brenda Vaccaro. Dieci episodi da 60 minuti ciascuno.
* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano.

C’erano tutti gli ingredienti per una serie interessante: un cast con belle e brave attrici, lo spunto della psicanalisi portato a tempo pieno sullo schermo, applicandola a diverse categorie di età, per abbracciare problematiche giovanili e mature, rapporti tra ragazzi e ragazze, uomini e donne, madri e figlie. Figura affascinante di per sé, quella della psicologa, figuriamoci se ad interpretarla è un’ attrice come Naomi Watts, capace di donare bellezza adulta e fragilità, dubbi e ambiguità, comportamenti materni ma anche trasgressivi oltre ogni schema e regole.
Tutto questo sulla carta, perché in realtà alla fine della serie Gypsy è soprattutto una grande, perfino irritante, delusione. Penso che nessuno psicologo, nessuna psicanalista, possa avallare il fatto di veder rappresentata sullo schermo una figura di psicologa che pare decisamente più bisognosa di analisi dei suoi pazienti.
Si può essere psicanalisti, fornire supporto, assistenza a persone che sono alle prese con dipendenze, amorose, familiari o dalle droghe, e comportarsi in maniera così superficialmente e colpevolmente anti professionale?
La psicanalista di Gypsy fa cose che costerebbero la radiazione dall’albo ad ogni analista. Dimostra di non avere minimamente a cuore le problematiche dei suoi pazienti, non dico empatia o compassione, ma un minimo di rispetto.
Una dottoressa bisognosa di cure che usa gli altri insinuandosi nelle loro esistenze, tentando e spesso riuscendo a muovere i fili delle sue marionette fiduciose e inconsapevoli. Tradire chi si fida è peccato che vale l’Inferno, come scriveva il sommo Dante nella sua Divina Commedia. Ma Gypsy è in realtà un drammone scriteriato, poco credibile ed esageratamente disinvolto, nel modo sbagliato. Per una volta c’è un uomo, l’ottimo Billy Crudup che interpreta il marito della psicologa Naomi Watts, che fa una bella figura e dà spessore convincente al suo personaggio. Naomi è bella e sensuale, ma c’è modo e modo di perdere la testa per un’attrazione fatale, specialmente se si svolge un lavoro di responsabilità come il suo. Invaghirsi di una giovane donna è lecito, se non è la ex di un tuo paziente. Intrufolarsi nelle vite degli altri manipolandole è davvero inammissibile  e suscita irritazione più che brividi pruriginosi. Non so se ci sarà una seconda serie. Non so come si possa dare un seguito credibile e recuperare valore. Ed è un peccato che si sia sciupata in questo modo un’ottima occasione di avventurarsi nel mondo della psicanalisi e nei rapporti tra pazienti e analisti.