Sul Corriere dello Sport di mercoledi 29 marzo 2017
 
Tra
le molte storie della Maratona di Roma c’è anche quella di una strana
coppia, l’ex pallavolista romagnolo e il blogger genovese, Giacomo
Sintini e Maurizio Romeo, accomunati dalla battaglia sostenuta per la
vita e ora in una corsa che si sviluppa su binari paralleli, la strada e
la solidarietà, uno dei motivi di vanto della Maratona di Roma che si
corre domenica mattina (partenza alle ore 8.35 in via dei Fori
Imperiali). Giacomo Sintini aveva pensato di cimentarsi in una originale
staffetta per portare nel gruppone il nome della sua Associazione che
raccoglie fondi per la ricerca contro leucemie e linfomi, ma anche i 10
km della sua frazione sono impegno notevole per chi nella sua carriera
sportiva ha alzato palloni. Le ricezioni “ballerine” lo hanno talvolta
fatto correre per il campo del volley, ma non quanto occorrerebbe su
strada. La sua Maratona sarà quindi un impegno virtuale ma ugualmente
significativo, a correre sui sanpietrini capitolini ci penserà il suo
compagno di solidarietà, Maurizio Romeo, che invece è ormai un
appassionato podista e che domenica si propone l’obiettivo di chiudere
la Maratona di Roma in meno di quattro ore. 
E
così il 38enne ex pallavolista romagnolo, che adesso lavora per la
multinazionale olandese Randstad, e il 41enne consulente informatico e
blogger genovese, ora combattono insieme un altro tipo di battaglia, per
aiutare gli altri che all’improvviso si trovano come loro anni fa, per
non far sentire sole le persone, per aiutarle moralmente ma non solo,
per indicare una maniera per uscire da quelle paludi che risucchiano
anima e corpo. Come se ne esce? Come si passa dal letto d’ospedale alla
linea del traguardo di una maratona? Giacomo e Maurizio insegnano, un
passo alla volta, senza mollare mai. Come nella maratona appunto.
Dalle
loro esperienze è nato altro, perchè come dice Maurizio citando la “Via
del Campo” di Fabrizio De Andrè, «dai diamanti non nasce niente dal
letame nascono i fior». Calcisticamente sono rivali: Maurizio è
juventino, Giacomo è milanista ma lavora per uno degli sponsor della
Juventus, raccontando ai manager la sua esperienza e attraverso la
metafora dello sport, predicando la cultura del gruppo e dell’altruismo
che porta un valore aggiunto che ritorna moltiplicato alle aziende. 
«Ho
deciso di aprire un blog per raccontare la mia esperienza – spiega
Maurizio – con l’idea che potesse arrivare un bel messaggio di speranza a
quelli che ora stanno lottando contro queste brutte malattie e a chi
sta loro vicino, persone a cui va il mio pensiero ogni giorno. La
speranza deve aiutare a guardare sempre avanti, perché anche dagli
avvenimenti brutti della vita che ci colpiscono può arrivare qualcosa di
veramente bello. Non molliamo. Mai. L’iniziativa ha il suo sito e un
hashtag dedicato: #unpassoallavolta»
L’anno
scorso decise di festeggiare il decennale della sua battaglia
partecipando alla Maratona di Roma («la più bella d’Italia»). Venne a
sapere di Sintini, della sua storia, e gli disse che sarebbe stato
felice di raccogliere fondi da donare  per i progetti dell’Associazione
Sintini, portare il logo sulla maglia. «L’incontro con Giacomo è stato
entusiasmante!» ricorda Maurizio, diventato un assiduo runner nel
frattempo.
Sintini
e Romeo hanno un obiettivo preciso: «Raccogliere fondi per donare al
reparto di Ematologia dell’Ospedale San Martino di Genova un apparato
medico portatile all’avanguardia che consente il monitoraggio continuo
dei parametri vitali dei pazienti che non possono muoversi dal letto. Il
costo è di circa 3.000€ e abbiamo da poco superato i 1.500. Sabato a
Perugia andrà all’asta la maglia 2016 di Claudio Marchisio donata dalla
Juventus e quella di Chiellini di quest’anno. Anche il Genoa ha aderito
al progetto e ha donato la maglia di Simeone. E spero che altre
importanti realtà sportive aderiranno per aiutarci»