Filippo Tortu Roma 06/06/2019 Golden Gala Pietro Mennea, IAAF Diamond League – foto FIDAL/Giancarlo Colombo

Golden Gala, la prima volta di Tortu

La carriera di un atleta  vive anche di momenti in cui le prestazioni non si rivelano all’altezza delle premesse e delle aspettative. Degli altri ma soprattutto di sé stessi. L’appuntamento del Golden Gala romano ha accompagnato nelle ultime stagioni la crescita di Filippo Tortu, culminata nel record italiano dei 100 metri strappata al mito Mennea e nell’ingresso del club degli sprinter che hanno corso in meno di 10 secondi i 100 metri (9.99).
Stavolta però, qualcosa si è inceppato e per la prima volta Tortu si è ritrovato con qualcosa di molto distante da quanto riteneva di poter avere dal super 200 allestito all’Olimpico dal direttore del meeting Gigi D’Onofrio. Il 20.36 del finanziere milanese, quinto al traguardo, è inferiore di due centesimi al suo personale sulla distanza (Golden Gala 2017).
Tempo di reazione ottimo, buon avvio ma poi qualcosa si è inceppato e il rettilineo ha mostrato un Tortu incapace di mantenere i cambiare ritmo, imbastito nelle ultime decine di metri.

Il tutto inserito in un 200 che ha visto Michael Norman, 19.70 con 0.70 di vento a favore, battere per la prima volta l’amico Noah Lyles (19.72) stabilendo sia il primato del meeting (apparteneva a Dix, 19.83 del 2010) che soprattutto il record su suolo italiano, cancellando addirittura il nome di Carl Lewis (19.82). Proprio lo straordinario avvio di Norman, corsia 5, è stato indicato come possibile ragione di condizionamento della corsa di Tortu (corsia 4). Probabilmente a livello tattico Filippo si aspettava un certo tipo di gara, nella scia dei due statunitensi che  vedeva davanti a lui (Lyles era in sesta corsia) ma il vedersi schizzar via fulmineo dai blocchi Michael Norman, potrebbe aver scombussolato Filippo, disorientando la sua prova.

Ma questa è solo un’ipotesi e non vuole né deve essere, un alibi. Alla luce di quanto Filippo aveva detto alla vigilia e di quanto mostrato sui 100 metri a Rieti solo pochi giorni fa, da questo 200 si aspettava di più. E se era arrivato a dire che il miglioramento a cui puntava era nell’ordine dei decimi e non dei centesimi, significa che riteneva di valere molto più di quanto si è visto all’Olimpico (come peraltro a caldo ha poi dichiarato).

Sapeva delle difficoltà e delle insidie che nasconde una gara difficile come i 200 metri (mai più corsa da quel Golden Gala) e la prova di giovedì sera sarà oggetto di una approfondita analisi, insieme con il papà allenatore Salvino. Ma accanto alle questioni puramente tecniche, non va trascurato l’aspetto psicologico. Non c’è da drammatizzare per il 20.36 dell’Olimpico, per la prima occasione in cui Tortu non ha abbassato i suoi limiti. Ma solo da cercare di capire le ragioni che hanno prodotto una gara diversa da quanto lui stesso di aspettava. E un tempo distante dal preventivato.

C’è da dire che come accaduto l’anno scorso agli Europei di Berlino (quinto posto con 10.08 nella finale più veloce della storia degli Europei), è emersa lampante la distanza dai grandissimi dello sprint mondiale. Michael Norman in questo 2019 ha migliorato i suoi personali sui 200(19.70)  e sui 400 (43.45), sembrando pronto a raccogliere l’eredità di un fenomeno come Michael Johnson e a Roma battendo uno sprinter puro come Lyles in maniera anche più convincente di quanto non dicano i due centesimi che hanno separato i due statunitensi. Insomma, nello sprint la distanza tra l’Italia e il mondo è ancora abissale e almeno per il momento, non va dimenticata nell’accompagnare la crescita del quasi ventunenne gioiello milanese. Filippo deve continuare a lavorare pensando soprattutto ed esclusivamente al suo lavoro, ai suoi progressi, ai suoi obiettivi. Trovando anche nello stato d’animo vissuto in questo Golden Gala, la forza per riprendere il cammino, se possibile ancora con maggior determinazione mentale e puntiglio tecnico, restando sé stesso e imponendo la sua personalità a 360 gradi, in pista e fuori. Perché a livello mediatico la carta vincente di Filippo è il suo modo di essere, libero dai lacci e dalla gabbia in cui spesso vengono costretti gli atleti che raggiunto un certo livello, si consegnano alla gestione degli “specialisti”, o presunti tali, della comunicazione.

Filippo Tortu dopo i 200 del Golden Gala

“Mi aspettavo sicuramente qualcosa di meglio, però devo rivedere la gara per capire dove ho sbagliato e dove posso migliorare”, le prime parole a caldo del primatista italiano dei 100 metri. “Non sono soddisfatto del tempo – prosegue il brianzolo delle Fiamme Gialle – ma è stata una bellissima serata in una atmosfera fantastica. E non sarà una gara a far andare in fumo una stagione, ora pensiamo a migliorarci e vediamo cosa fare per i Mondiali di Doha. Oggi si è visto che gli altri sono più forti, si sapeva che avrebbero fatto una gara a parte. La cosa buona è che sono arrivato molto vicino al campione del mondo Guliyev”.

I 200 del Golden Gala 2019. Lyles e Norman Foto FIDAL/Giancarlo Colombo