Ancora una rimonta contro una provinciale per la Juventus: dallo 0-1 al 2-1 stavolta a Brescia, dopo la sofferta vittoria casalinga di sabato scorso con il Verona. Lasciando fuori Ronaldo, Sarri ha varato una formazione inedita, con la coppia Higuain-Dybala di punta, Ramsey alle loro spalle e più indietro l’altro triangolo composto da Pjanic, Khedira e Rabiot. In difesa Danilo, Bonucci, de Ligt e Alex Sandro.
Intanto va detto subito che il fulmineo vantaggio dei bresciani, per la prima volta con Balotelli in campo, si è materializzato per una grave indecisione del portiere Szczesny, che non ha saputo opporsi al tiro di Donnarumma che lo ha colto già troppo “basso” come posizionamento. Come squadra la Juve non ha incantato nel primo tempo ma ha giocato. Niente a che vedere con l’abulica prestazione di Firenze. Nonostante gli errori di Rabiot in fase di interdizione (oltre che una ghiotta occasione da gol sparacchiata alle stelle con un tiro maldestro da ottima posizione) e una certa prolissità di manovra che peccava di concretezza.
L’infortunio di Danilo (l’ennesimo ko muscolare per un giocatore bianconero a gara appena iniziata) dopo poco più di un quarto d’ora, aveva il merito di coinvolgere nella partita Cuadrado, la cui spinta diventava provvidenziale. Occasioni create (Khedira, Higuain), Dybala che si dava un gran da fare, ma il pareggio arrivava solo su autogol in mischia, al 40′. Il classico gol nello stile di quelli subiti di recente dai bianconeri (al Rigamonti con la maglia bianca e i pantaloncini rossi).

La riscossa

Altra musica nella ripresa, con la Juve che spingeva il Brescia nella sua metà campo e iniziava a costruire azioni pericolose. Non tutte palle gol, perché l’abitudine a ritardare la conclusione continua ad essere un marchio di fabbrica talvolta perfino irritante, data la qualità dei giocatori che potrebbero anticipare il tiro. Particolarmente efficaci le iniziative di Dybala, che su una di queste guadagnava una punizione dal limite dell’area. L’argentino la tirava addosso alla barriera ma sulla respinta la rasoiata di Pjanic era precisa e vincente. La Juve dava l’impressione di poter dilagare ma ancora una volta non riusciva a chiudere la partita, subendo anzi più di un contropiede bresciano. In definitiva rischiando assai meno che con il Verona ma comunque temendo seriamente la beffa del pari più di una volta.
Ecco, la Juventus quest’anno concede troppe occasioni ai suoi avversari, e quando davanti avrà squadre di livello, dovrà regalarne meno se vorrà vincere le partite. Da bocciare il Rabiot del primo tempo, molto meglio il francese nella ripresa. Attivo Dybala, positivo Ramsey, con Pjanic ad eseguire il compitino, senza lampi ma anche senza problemi, e Bonucci attento dietro. Higuain si è dannato per il campo senza trovare il guizzo buono, un po’ per la bravura di Joronen, un po’ per sfortuna e un po’ per qualcosina che gli è mancato nell’attimo fuggente che poteva fruttare il gol.
Una parolina ancora sul portiere Szczesny; se certe amnesie dovessero ripetersi, sarà il caso di valutare l’opzione di promuovere Buffon. Il portiere della Juve deve avere qualcosa in più, non in meno. Non è concepibile rischiare tanto prendendo un gol evitabilissimo dopo soli 4 minuti.

BRESCIA-JUVENTUS 1-2

RETI: Donnarumma 4′, Chancellor aut. 40′ pt, Pjanic 18′ st


BRESCIA Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Mateju (25′ st Martella); Bisoli, Tonali, Dessena; Romulo (40′ st Ayé); Donnarumma (19′ st Matri), Balotelli

A disposizione: Alfonso, Gastaldello, Zmrhal, Morosini,  Spalek  
Allenatore: Corini

JUVENTUS Szczesny; Danilo (19′ pt Cuadrado), de Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Rabiot; Ramsey (24′ st Bernardeschi); Dybala (35′ st Matuidi), Higuain
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Rugani, Demiral, Bentancur, Emre Can
Allenatore: Sarri

ARBITRO: Pasqua. ASSISTENTI: Bindoni, Santoro. QUARTO UFFICIALE: Marini. VAR: Giacomelli, Galetto

AMMONITI: 7′ pt Khedira, 41′ pt Bonucci, 11′ st de Ligt, 34′ st Cistana