Il trono di spade

Game of Thrones, Il trono di spade

GAME OF THRONES: IL TRONO DI SPADE

Paese: Stati Uniti. Anno: 2011-2019. Stagioni : 8.
Episodi: 73. Durata: 50-82 min (a episodio). Ideatori: David Benioff, D.B. Weiss
Soggetto: George R. R. Martin (romanzi). Interpreti: Emilia Clarke, Sean Bean, Peter Dinklage, Lena Headey, Kit Harington, Sophie Turner, Maisie Williams

 

Scritto da Luca De Sanctis

 

Game Of  Thrones, adattamento televisivo della saga di romanzi fantasy di George R. R.  Martin, è sicuramente una delle serie tv più seguite e discusse degli ultimi tempi. A partire dal 2011 sono molti i soldi spesi per la realizzazione di questa monumentale serie HBO che ha lanciato la carriera di numerosi validi attori precedentemente sconosciuti.
La prima stagione di Game Of Thrones potrebbe risultare lenta e difficile da seguire per chi si addentra per la prima volta in questo mondo. Tante casate e nomi di personaggi da ricordare e tanti riferimenti riguardo alleanze e vecchi rancori. Un mare di informazioni piovono addosso allo spettatore che inizialmente non sa bene che uso farne. Dopo poco però, proseguendo la visione, si cominciano a capire i meccanismi e quei personaggi inizialmente disegnati a matita esplodono di colori diventando ritratti a olio mozzafiato ricchi di minuziosi dettagli. Quasi senza accorgersene ci si ritrova piacevolmente intrappolati nella fitta tessitura di intrighi della trama e le puntate, spesso lunghe anche più di un ora, sembrano sempre troppo corte.
Ogni stagione ha i suoi ritmi e i suoi punti di forza e per quanto a momenti alcuni personaggi vengano più approfonditi e analizzati rispetto ad altri, il flusso di eventi resta omogeneo e quello che piano piano si va a comporre è un immenso puzzle dalle mille sfaccettature.

Tutto porta verso un epilogo finale che stagione dopo stagione si fa sempre più vicino. Le ultime due stagioni (la settima e l’ottava) sono le uniche che si discostano dai libri non prendendoli più come riferimento e purtroppo crolla la terra sotto i piedi degli sceneggiatori. Se la settima stagione, forse troppo sbilanciata verso l’azione a discapito della sceneggiatura e dei dialoghi (punto forte della serie) era stata comunque godibile e avvincente, l’ottava sembra una parodia sbiadita della serie.

Sono state molte le critiche dei fan riguardo la deriva di Game Of Thrones in questa  attesissima conclusione che non sembra  essere opera dello stesso team che ha abituato il pubblico a dei livelli altissimi per ben sette stagioni. Scelte narrative a dir poco dubbie riescono in poche puntate a oscurare la credibilità e la coerenza di personaggi fino a quel momento ben concepiti.

Sei puntate da un’ora sicuramente non sono abbastanza per raccontare il finale di una grande serie, celebre anche e soprattutto per aver sempre lasciato allo spettatore il tempo di ragionare sulle vicende e metabolizzarle, rendendo l’esperienza coinvolgente e permettendo di calarsi nella storia come poche altre serie. Grandi battaglie e lunghi viaggi racchiusi in una singola puntata, tutto di fretta e tutto approssimativo. Scene risolutive attese da anni vengono rovinate con superficialità quasi dilettantesca. Dialoghi scarni e sguardi pensierosi ripetitivi creano un atmosfera quasi da soap opera di bassa lega, quando nei momenti drammatici delle precedenti stagioni gli attori hanno sempre regalato grandi interpretazioni con dialoghi da pelle d’oca in grado anche di ribaltare diametralmente l’opinione sviluppata sul personaggio. 


La trama, di per sé deludente, forse se assorbita con i tempi narrativi giusti e sviluppata in modo migliore, sarebbe stata più accettata e capita dai fan. Sfortunatamente però quello che rimarrà impresso di questa serie sarà proprio il suo finale mediocre, tanto fumo e poca di sostanza. Segno esemplificativo del tracollo di questa stagione è secondo me l’uso esagerato della canzone “A Song Of Ice And Fire”. La sigla di Game of Thrones, ormai culto, ha sempre accompagnato i titoli di testa e i momenti più epici della serie mentre in questa stagione possiamo sentire il motivetto iniziale partire ogni 15 minuti. Forse temevano che senza di esso ci si scordasse che cosa si stava guardando e allora ecco che quelle sei note incalzanti arrivano a ricordarci che si tratta (purtroppo) proprio di una puntata di Game Of Thrones.