1994 – Su Sky Atlantic e Sky Cinema1 dal 4 ottobre ogni venerdi alle 21.15. Otto episodi. 1992 e 1993 le serie precedenti della trilogia. Regia: Giuseppe Gagliardi, Claudio Noce. Interpreti: Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone, Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno, Paolo Pierobon, Elena Radonicich, Roberto Di Francesco, Vinicio Marchioni, Lara Chiatti, Gianfelice Imparato. Serie creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, da un’idea di Stefano Accorsi. Produzione Wildside.

01-1994-Stefano Accorsi (Leonardo Notte)_photo di AntonelloMontesti (c)SkyWildside2019

1994 chiude la trilogia che racconta gli anni che cambiarono la storia d’Italia, politica e costume tra prima e seconda Repubblica. Berlusconi con annessi e connessi, la tela invisibile di una politica che cambiò pelle stravolgendo consuetudini e costume di un Paese che non sarebbe stato più lo stesso, come hanno confermato anche gli eventi successivi e recenti.
L’idea di Stefano Accorsi, che è anche il protagonista delle tre stagioni della serie (1992, 1993 e appunto 1994) è diventata uno spaccato dell’Italia di quegli anni, quando l’inchiesta Mani Pulite si oppose al dilagante berlusconismo e a quel modello cinico e rampante di scalata politica,
Ma anche la battaglia del giudice Di Pietro fu un’illusione destinata ad esaurirsi.
La sfida degli autori era quella di coniugare i fatti, la realtà, confezionando una fiction che fosse credibile e che mescolasse con equilibrio spettacolare gli ingredienti noti con i retroscena, la storia con l’immaginazione. E quest’ultima parte della trilogia, inevitabilmente la più interessante perché chiude i giochi e definisce i personaggi di una serie che, come spiegano gli autori, “vive di domande e non di risposte“.

Stefano Accorsi

Spiega Stefano Accorsi, che interpreta Leonardo Notte: “I personaggi di 1994 arrivano al potere ma non cambiano la loro natura, anzi; la gestione del potere è cinica. Immagino esistano personaggi come Leonardo Notte. Oggi i leader politici sono frontman, hanno un grande carisma ma poi dietro di loro… Gli eventi politici degli ultimi anni hanno subito una evoluzione antropologica rispetto a quello che racconta la serie. I media sono entrati in maniera prepotente e decisiva nella politica italiana. I social hanno dimostrato che non c’è nessun filtro tra i leader politici e il proprio popolo; questa serie racconta, di riflesso, ancora il nostro presente. E’ stato fatto un lavoro poderoso, monumentale, di documentazione e di scrittura; è difficile far convivere personaggi di fantasia e fatti storici.”.

Il produttore Lorenzo Mieli

Il produttore Lorenzo Mieli (figlio di Paolo Mieli – interpretato da Luca Zingaretti – che era direttore del Corriere della Sera all’epoca dello scoop su Berlusconi indagato proprio durante il summit di Napoli sulla criminalità): “Abbiamo pensato per la prima volta a questa serie nel 2011, nel momento della vera fine di Berlusconi; l’idea era di fare tre stagioni, con i seguenti titoli: la rivoluzione, il terrore, la restaurazione. Siamo riusciti a raccontare un meccanismo, di come fallisce una rivoluzione, incarnata sia da Di Pietro sia da Berlusconi. Entrambi traditi; i ribaltoni si ripetono, lo abbiamo visto anche di recente”
Assicura che non ci sono state pressioni da nessuno, a cominciare da Berlusconi: “Ci ha raccontato centinaia di aneddoti quando lo abbiamo incontrato a pranzo; abbiamo liberamente tratto alcune cose per il nostro racconto. Abbiamo ascoltato tutti, ma abbiamo voluto raccontare la nostra storia”.
Se Berlusconi è stato raccontato anche dal cinema (ultimo Sorrentino con Loro, uscito in due puntate al cinema, perché per raccontare il pianeta Berlusconi ci vuole sempre ampio tempo narrativo), la Lega non aveva finora sollecitato la curiosità e la voglia di raccontarla, tv o cinema che sia. “L’idea di Accorsi – prosegue Mieli – nacque da questa domanda: possibile che nel 2011 nessuno abbia raccontato gli uomini nuovi della politica, ossia i leghisti, i berlusconiani, gli anchorman? E ancora oggi l’unica serie a farlo è 1992,1993, 1994”.

Nicola Maccanico, Sky

Nicola Maccanico ha sottolineato: “La capacità dei produttori e di Sky è stata di parlare di un momento storico che è stato come la caduta del muro di Berlino per l’Italia. Quando 1992 è partito, l’idea di mettere insieme realtà e finzione, ti saresti aspettato di vedere i personaggi veri, ma così non è stato; è riuscita l’impresa di mettere nello stesso territorio realtà e fantasia”.
La serie è stata venduta in 100 Paesi, ha catturato l’interesse fin dalla sua prima stagione, quando fu accolta al Festival di Berlino che si apriva alla serialità televisiva. Nonostante parli di una realtà tipicamente italiana, le vicende sono talmente particolari che risultano particolarmente interessanti a livello di intrattenimento.

Il cast

Se è vero che le serie Tv rappresentano un’opportunità per vedere all’opera bravi attori di varie generazioni, 1994 mette in vetrina Guido Caprino, Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno e Paolo Pierobon, che si è sottoposto a lunghe sessioni d trucco per trasformarsi in Berlusconi.
Il principale ruolo femminile è di Miriam Leone, passata da Miss Italia a cinema e tv. ” Quello che più mi ha insegnato il personaggio di Veronica Castello è il non giudizio. Dove c’è il giudizio di un personaggio, è impossibile l’interpretazione. Quindi io non giudico il mio personaggio. In questo 1994 il mio personaggio parla della condizione femminile. Lei è stata nell’inferno della condizione femminile, ha subito umiliazione e violenza, il suo crederci è un crederci sincero. In un episodio parla delle leggi anti-stupro” .


Il cast di 1994 alla presentazione di Roma