http://www.corrieredellosport.it/news/altri-sport/2015/10/09-4795084/atletica_malago_schwazer_meravigliosa_storia_di_recupero_/

Il link porta a Il Corriere dello Sport.it che ha pubblicato

Alex Schwazer non ha ancora ripreso a gareggiare ma fa già
paura. Il marciatore altoatesino campione olimpico a Pechino 2008 finirà
di scontare la sua squalifica il 29 aprile 2016. Non ha avuto uno
sconto sulla pena nonostante sia stato forse il primo atleta che ad un
certo punto della storia, quando ha deciso la sterzata che lo ha
condotto ad avviare la collaborazione con Sandro Donati, ha deciso di
parlare, raccontando fatti, dialoghi, complicità ed omissioni.
Probabilmente quando riprenderà il processo di Bolzano, quando forse
certi aspetti verranno messi e resi pubblici, chi non ha voluto vedere e
sentire dovrà quanto meno rimettere in discussione qualche opinione.
Nessuno si è preoccupato di evitare a suo tempo che Alex sprofondasse
nel suo abisso. Nessuno ha voluto capire che l’uomo, prima che l’atleta,
stava cedendo ad una situazione di stress evidentemente insostenibile.
Insomma, Schwazer avrebbe potuto essere fermato in tempo, se chi ne
aveva la possibilità, avesse vigilato e fosse intervenuto. Forse è per
questo che il suo coraggioso, determinato e trasparente progetto di
rientro (la squalifica dura 3 anni e nove mesi), viene addirittura
dileggiato e non è valutato per ciò che realmente è per ciò che rappresenta.

Ma almeno il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha mantenuto la
sua opinione al riguardo confermando una visione più umanistica della
vicenda, nel rispetto della legalità sportiva. E non ha avuto timore nel
ribadirlo, auspicando anzi che operazioni di recupero come quella che
ha avviato Schwazer, si ripetano, nel momento in cui un atleta che ha
ceduto al doping, si pente davvero e vuole rappresentare uno spot
vivente per uno sport libero dal doping.

 “Faccio il tifo per e questa meravigliosa storia di recupero di
Schwazer nel mondo dello sport – ha detto Malagò – verso un contesto di
credibilità, che si sdogana anche fuori dal nostro mondo grazie
all’opera di Sandro Donati, che è sicuramente quello che maggiormente dà
un certificato di garanzia su questo progetto- Spero sia una storia che
si possa replicare un giorno con altri atleti che hanno riconosciuto di
avere sbagliato, che hanno pagato e che possono dire la loro. Non
necessariamente vincendo una qualificazione olimpica o una medaglia ma
quantomeno riabilitarsi agli occhi di loro stessi, delle loro famiglie e
di chi hanno tradito”.

Nella foto: Alex Schwazer (Foto Leades)