Luca Guadagnino, il suo film Chiamami col tuo nome ha vinto il Ciak d’oro

Ciak d’oro 2018.
Ciak d’oro 2018 senza cuore. Anzi,  senza Sole cuore amore, il dolente e bellissimo film sociale di Daniele Vicari, rimasto escluso dal palmares. E con il film la sua protagonista, Isabella Ragonese, la cui interpretazione avrebbe meritato il premio destinato alla migliore attrice, andato invece a Paola Cortellesi, per Come un gatto in tangenziale (che ha visto premiato anche Antonio Albanese come miglior attore).
Verdetti che stupiscono ma non troppo, considerato che la rivista Ciak, peraltro migliorata negli ultimi anni, ha sempre seguito canoni poco colti, raramente alimentando il dibattito, fedele alle esigenze della pubblicità e dando grande visibilità a pellicole commerciali, italiane o americane che fossero. Per anni e anni si è parlato dei film raccontandone la trama e rovinandone quindi la visione, piuttosto che evidenziando aspetti critici e di riflessione.
Del resto ero sicuro che sarebbe finita così, al pubblico dal palato più che facile Come un gatto in tangenziale è piaciuto ( https://www.vistodalbasso.it/2018/01/07/cinema-un-gatto-tangenziale/ ) e figuriamoci se la rivista specializzata nell’autocelebrazione si lasciava scappare la possibilità di metterlo ancora sul piedistallo. Salvata la vetrina con il Ciak d’oro 2018 al film di Luca Guadagnino, Chiamami col tuo nome, l’accoppiata dei migliori attori Cortellesi-Albanese, mi ha lasciato più che perplesso, perché credo che una grande interpretazione non possa essere collocata nei cliché. Insomma, entrambi sono bravi, ma lo sono stati di più in altri film.
Io non credo troppo ai premi, salvo rari casi, e questo Ciak d’oro 2018 lo ha confermato: era difficile pensare che la visione positiva dei Ciak d’oro riconoscesse il valore di un film tutt’altro che consolatorio e ridanciano come Sole cuore amore, che tratta un argomento purtroppo serio e reale. Agli antipodi dei lustrini e delle scontate storie che il regista Milani continua a privilegiare.
L’Italia si è disgregata, il lavoro non c’è, così come non c’è futuro e la classe politica che ha portato il Paese nel baratro è solo l’espressione del popolo, di un elettorato refrattario alla riflessione, che si fa incantare dalla risata facile e dalla tv, da una realtà virtuale che acuisce la forbice tra ricchi e poveri, tra ignoranza e cultura, tra sfruttatori e sfruttati, tra cinema facile facile e film che fanno riflettere dando contributi intellettualmente importanti. Anticipo l’obiezione: ma cosa c’entra la politica con il cinema e con i Ciak d’oro? C’entra, altroché se c’entra.
Ma su una cosa hanno purtroppo ragione loro: la cultura, al cinema come nella vita, dura come un gatto in tangenziale.

https://www.vistodalbasso.it/2018/05/16/cinema-ciak-doro-2018-i-miei-voti/

http://www.ciakmagazine.it/ciak-doro-2018-tutti-i-premi/

https://www.vistodalbasso.it/2018/01/30/cinema-chiamami-col-mio-nome-il-film-di-luca-guadagnino/

https://www.vistodalbasso.it/2017/09/12/cinema-easy/