La locandina di Kodachrome il film su Netflix

KODACHROMERegia: Mark Raso. Interpreti: Ed Harris, Jason Sudeikis, Elizabeth Olsen.
* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano
**  Il film è basato su un articolo pubblicato sul New York Times scritto da Arthur Gregg Sulzberger, For Kodachrome Fans, Road Ends at Photo Lab in Kansas, racconto di un pellegrinaggio di fotografi affezionati all’uso della pellicola Kodachrome verso l’ultimo stabilimento che ancora la sviluppava.

Kodachrome, il film su Netflix non è affatto un’opera minore, tutt’altro. Piace di questo film il doppio piano di lettura che propone, il garbo e la sensibilità con cui senza gridare affronta questo dramma familiare senza strizzate d’occhio e con la voglia di restare nel solco della semplicità. Non cerca di rendere meno ruvidi i personaggi, racconta frammenti di vita vissuta, presente e passata, con dialoghi asciutti, lasciando alle interpretazioni, agli occhi e alle espressioni del solito immenso Ed Harris e dell’ottimo Jason Sudeikis, l’arricchimento con le sfumature.
In Kodachrome il film si parla di un padre e di un figlio in rotta da decenni, perchè il papà fotografo celebre lasciò moglie e bimbo inseguendo lavoro e amori passeggeri, senza negarsi alcunché, come mostra il pranzo di famiglia con fratello e cognata. Ma nella trama familiare di questo riavvicinamento forzato, per via della malattia terminale che affligge il vecchio, s’inserisce un altro viaggio verso la fine. La morte della pellicola Kodachrome appunto, che segna la fine di un’epoca, con la fotografia passata ormai al digitale. Ma la foto su pellicola resta un culto per i grandi fotografi, un qualcosa di speciale che la tecnologia più avanzata, in questo il digitale, può aver ucciso ma senza cancellarne il mito e scalfirne la leggenda, il piacere artigianale dello sviluppo, la costruzione umana di un’immagine da tramandare.
Ed è suggestivo, in Kodachrome, il viaggio in parallelo, il volersi avvicinare del padre al figlio, senza pretendere di cancellare con un colpo di spugna il dolore passato, ma con l’umana voglia di pacificazione e reciproca comprensione. Il desiderio di passare il testimone nel momento più doloroso. Ricordando il pensiero felice e lasciando alla pellicola del titolo, il ruolo di raccordo tra un passato che divenne futuro tradendo le attese, ed un congedo terreno che sente l’urgenza e la necessità di ricollegarsi a quelle radici. Per riannodare un cordone ombelicale dissoltosi, ma ancora importante. Tanto per il padre quanto per il figlio.
Su Ed Harris c’è poco o nulla da aggiungere: è sempre uno spettacolo vederlo e ascoltarlo sullo schermo. Jason Sudeikis non è più solo il comico ed imitatore lanciato nel Saturday night live ma un attore completo, a suo agio in un cinema di sentimenti, non superficiale.
Lontano dalla commediole simil demenziali (Horrible bosses 1 e 2, Come ammazzare il capo…), l’avevo scoperto in Race, dove interpretava l’allenatore di Jesse Owens, e poi apprezzato molto in Tumbledown. Kodachrome quindi è una definitiva conferma.
Nei limiti del personaggio cucitole addosso, sia pure importante nella storia, Elizabeth Olsen è qualcosa più di una bella attrice.

Jason Sudeikis, Ed Harris, Elizabeth Olsen in Kodachrome

 

 

Kodachrome, la realtà e l’omaggio di Paul Simon

https://www.youtube.com/watch?v=qrRRhoS3KFk

https://it.wikipedia.org/wiki/Kodachrome

Il trailer

https://www.youtube.com/watch?v=g3IvVejktJE

https://it.wikipedia.org/wiki/Ed_Harris

https://it.wikipedia.org/wiki/Jason_Sudeikis

https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Olsen