Dal Pop rock alla musica celtica, di Cochi Quarta
Dal Pop rock alla musica celtica, di Cochi Quarta

Dal Pop rock alla musica celtica, immagini, storie, piccolo aneddoti dei miei 50 anni di musica. Costantino “Cochi” Quarta, musicista, scrittore, grafico, si volta indietro e fissa su pagina la sua vita in musica.
Il libro che ha scritto per fissare mezzo secolo d’amore con la musica e quindi con la vita, è una sorta di diario nato non in tempo reale ma andando a pescare con la memoria in un passato che meritava di non finire nell’oblio.
Ognuno ha la sua storia e tutte sono importanti, in particolare quando la storia del singolo, in questo caso Cochi Quarta, diventa occasione per rivisitare una storia comune a molta gioventù di quegli anni. Le abitudini e i sentimenti di un’epoca che sembra lontanissima, ora che il mondo virtuale sta sostituendo, in peggio, l’esistenza reale. Ma che aveva una genuinità e una vitalità che erano per sè dei valori.
Il tessuto di esperienze, conoscenze, amicizie, anche dissidi, che caratterizzava il percorso di crescita di un ragazzo con passioni e ideali.
Il lungo elenco di gruppi, fondati o frequentati, allevati o talvolta abbandonati, racconta il percorso musicale dell’artista romano, affascinato da vari strumenti, tastierista per dovere (aveva un pianoforte in casa e le tastiere del primo gruppo erano senza padrone), quindi chitarrista (e insegnante di chitarra) e poi scopertosi flautista.
E proprio la scoperta di questi strumenti, spesso per ragioni contingenti, rappresenta al meglio la curiosità e lo spirito di squadra con cui Cochi Quarta ha frequentato l’ambiente musicale, nel segno di passioni e scoperte.

La scoperta dei suoni d’Irlanda

Come appunto la musica irlandese e la filosofia di un’Irlanda che per Cochi e i suoi amici musicisti è stata una scoperta che non ha mai tradito. La bellezza della musica celtica, la generosità del pubblico irlandese nei confronti di chi se ne innamorò; la gentilezza e l’atteggiamento cortese con cui quella verde terra accolse una piccola band italiana partita all’avventura e alla scoperta del mondo.
Dopo aver conosciuto l’Irlanda potrai tornare un uomo peggiore o migliore, mai uguale a quando hai intrapreso il viaggio…” Il pensiero di Quarta su quel Paese è espresso nella prima pagina bianca, prima di iniziare, tanto per mettere le cose in chiaro. E senza dimenticare i tormenti, le contraddizioni e la violenza vissuta in quegli anni di aspre battaglie politiche: cattolici, protestanti, inglesi.
Arrivi, partenze, acquisti, defezioni, talvolta causate da motivi banali come le difficoltà logistiche imposte da un imprevisto trasferimento di lavoro. Ma anche grandi soddisfazioni: suonare musica irlandese e suonarla bene dinanzi alle platee di quella terra così affascinante, che il palcoscenico fosse presso una tv irlandese o a Roma.

Il Folkstudio, il trionfo al Boito

Il tutto esaurito al Cineteatro Boito, oltre 1200 spettatori entusiasti per una band fatta in casa, ancorché professionale, che suonava musica se non di nicchia, sicuramente non ancora popolare a Roma e in Italia, dove anzi proprio Cochi Quarta e i suoi amici la portarono e diffusero. Le serate al mitico Folkstudio (tra il pubblico c’era anche un giovane Ernesto Assante, che poi sarebbe diventato un apprezzato critico musicale, scrive per La Repubblica) che vide farsi le ossa nomi celebri della musica italiana.
Cinquant’anni di vita musicale che Cochi Quarta racconta alla sua maniera (con un ricco corredo fotografico), con semplicità, modestia e disincanto, sforzandosi di non enfatizzare la narrazione, che vuole mantenere nei confini di una cronaca. Anche se intrisa di sentimenti ed emozioni che qua e là affiorano, legando i ricordi di quel ragazzo ai sogni di tutta una generazione.

Cochi Quarta
Cochi Quarta

La scheda del libro

DAL POP ROCK ALLA MUSICA CELTICA immagini, storie, piccoli aneddoti dei miei 50 anni di musica . Cochi Quarta, Youcanprint, 15 euro.

L’erede Alessandro Quarta

Per la serie i figli qualche volta seguono le passioni paterne, Cochi Quarta può vantarsi di avere un figlio musicista. Alessandro Quarta è infatti compositore e direttore d’orchestra, oltre che conduttore su Rai Radio3.
http://www.romafestivalbarocco.it/wp-content/uploads/2016/11/curriculum_22dic_quarta.pdf