“Anna Frank? Non conosco questa storia, stamattina non ho letto i giornali”
 «Non so chi è»  «Non ho letto i giornali, non posso parlare di questa cosa, mi scuso, ma sono ignorante in materia»

Sinisa Mihajlovic, ex giocatore, allenatore del Torino
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Dichiarazioni come quelle rese dal tecnico granata si commentano da sole, talmente suonano sconcertanti, per non dire peggio. Forse sarebbe ora, alla luce del mondo in cui si vive, connessi 24 ore al giorno, di valutare gli allenatori non solo per le loro qualità tecniche, reali o presunte che siano.
Se io fossi il presidente di una grande e gloriosa squadra, come in questo caso il Torino, vorrei che il mio coach fosse bravo ad allenare e a far punti, ma anche un uomo presentabile eticamente, di livello e cultura, sensibilità e fair play. Capace di alzare lo sguardo, se richiesto, anche oltre il campo di calcio.
La storia di Anna Frank non la si deve scoprire leggendo i giornali, la si studia a scuola, fa parte del bagaglio di conoscenze che ogni essere umano dovrebbe avere, specialmente se è un uomo pubblico e se guadagna fiumi di soldi.
Una risposta come quella data da Sinisa fa cadere le braccia ed è talmente assurda ed avvilente per la figura del tecnico, che autorizza un sospetto perfino peggiore: una bugia detta per evitare di manifestare la propria reale idea sul brutto episodio della Curva Sud.
Anche perchè chi vive di calcio come Sinisa, non può pensare di vivere in una bolla di sapone e non sapere nulla di un episodio che è finito sulle prime pagine di tutti i giornali (e dei telegiornali).
Come diceva quel personaggio del mondo della boxe: “Se non lo sai…Sallo”

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/10/societa-e-calcio.html

http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/torino/2017/10/25-32913060/caso_anna_frank_la_figlia_di_ernst_erbstein_mihajlovic_non_pu_ignorare/?cookieAccept