La seconda vita di Anders Hill, film prodotto da Netflix, in foto il protagonista Ben Mendelsohn

La seconda vita di Anders Hill

Regia: Nicole Holofcener. Interpreti: Ben Mendelsohn, Edie Falco, Thomas Mann, Connie Britton. Visto in edizione originale inglese, sottotitolata in italiano. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Ted Thompson ( (The Land of Steady Habits).

Alla fine un senso il film ce l’ha, nell’affrontare soprattutto il tema degli inevitabili conflitti esistenziali tra genitori e figli. Qualcosa di buono si estrae e il materiale su cui riflettere c’è. Tuttavia per lunghi tratti il film risulta se non proprio indigesto o irritante, comunque poco comprensibile. Nel senso che la sceneggiatura sconfina nella banalità di dialoghi assai poco convincenti e di comportamenti abbastanza confusi.

Non c’è approfondimento sul prima, su ciò che ha portato il 60enne protagonista a ritirarsi dal lavoro, divorziare dalla moglie ed inseguire non si sa bene quale libertà. Anche perché bastano pochi mesi perché si ritrovi nei panni del solito marito che non vuole accettare le nuove libertà di una moglie che aveva smesso di amare ma che non intende liberare realmente e definitivamente. Non si sa cosa realmente desidera e cosa fa per realizzare il suo sogno non esplicitato.

Ecco, questa configurazione confusa e irrisolta del carattere del protagonista è la zavorra del film, in cui spesso ci si chiede perché i protagonisti, adulti o ragazzi che siano, si comportano in un certo modo. A metà film verrebbe anche la tentazione di abbandonare, gettare la spugna. Ma fortunatamente ha la meglio l’approccio abituale e la curiosità di seguire l’evoluzione e l’epilogo della storia. Ed è un bene perché nel drammatico, sono nascoste le cose migliori, interrogativi, tentativi di riconciliazione, spunti di riflessioni familiari.

La seconda vita di Anders Hill, la locandina del film Netflix

https://it.wikipedia.org/wiki/La_seconda_vita_di_Anders_Hill

https://it.wikipedia.org/wiki/Nicole_Holofcener